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AO in calo: Dicembre parte dinamico sull’Italia

Antonio Lombardi di Antonio Lombardi
27 Nov 2025 - 17:40
in A La notizia del giorno, Meteo News
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AO in calo: Dicembre parte dinamico sull’Italia

(METEOGIORNALE.IT) Difficile non notarlo: la linea verde dell’AO firmata ECMWF, quella che nel grafico sembra sempre sul punto di scivolare un po’ più in basso, racconta un avvio di Dicembre tutt’altro che monotono. E, diciamolo, per chi segue il tempo sul Mediterraneo è un segnale che vale la pena osservare con attenzione.

Già da fine Novembre, infatti, l’Arctic Oscillation ondeggia intorno allo zero. Poi, quasi senza farsene accorgere, imbocca la strada del negativo tra 1 e 3 Dicembre. Non un crollo, piuttosto un lento declino che porta l’indice su valori debolmente negativi, con la classica ventagliatura delle proiezioni che si apre sempre di più (e quel groviglio di “box” neri che si allarga, come succede quando l’atmosfera ha qualche incertezza di troppo).

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Una AO negativa, e cosa comporta

Non serve essere meteorologi per intuire che una AO negativa fa pensare a un Vortice Polare un po’ meno compatto. Succede allora che il getto s’inceppi, si incurvi, scenda di latitudine. E qui la domanda viene quasi spontanea: cosa può voler dire, molto concretamente, per l’Italia?

In effetti, un indice negativo apre la porta a una scena più dinamica. Correnti nordiche che scivolano verso sud, blocchi più frequenti in Europa, scambi meridiani più pronunciati. Non una garanzia di freddo, certo, ma uno scenario più favorevole rispetto alla calma piatta delle fasi positive.

 

Italia: cosa aspettarsi nella prima metà di Dicembre

I primi giorni del mese si preannunciano movimentati. L’arrivo di aria più fresca dal nord potrebbe creare condizioni interessanti sulle Alpi e sul Nord Italia: qualche episodio di neve precoce è possibile se coincide il passaggio giusto, magari con una perturbazione veloce che afferri l’aria fredda al momento opportuno.

Al Centro, il tempo rischia di oscillare rapidamente tra schiarite decise e fronti rapidi, con quella ventosità tipica delle fasi più vivaci. Al Sud, spesso più esposto ai contrasti, l’alternanza potrebbe essere ancora più marcata: scirocco mite prima, venti di maestrale dopo, in un gioco di andate e ritorno che d’inverno non è certo una novità.

 

Dopo il 10 Dicembre: verso una fase più tranquilla?

Quel che colpisce, osservando la parte finale del grafico, è l’ampiezza enorme delle proiezioni tra 9 e 12 Dicembre. Insomma: grande incertezza. La media ensemble tende a risalire verso lo zero, ed è un segnale che suggerisce una possibile tregua. Una fase più stabile, forse più mite, soprattutto sul versante centro-meridionale. Ma la dispersione così ampia ricorda che nulla è scritto: l’atmosfera – specie in Dicembre – ha l’abitudine di cambiare registro improvvisamente.

 

In sintesi

La sensazione, toccando con mano il quadro numerico dell’ECMWF, è che la prima parte del mese sarà più interessante, più viva. Con margini per qualche spunto freddo e per un’Italia esposta a correnti più mosse del solito. Poi, forse, la tendenza a una normalizzazione. O forse no: il ventaglio delle possibilità, almeno per ora, rimane sorprendentemente aperto.

Credit: l’articolo è stato redatto su analisi scientifica con dati dei modelli matematici ECMWF

  (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: Arctic Oscillationciclogenesi tirrenicaMediterraneo centralenazione italiavortice polare
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Antonio Lombardi

Antonio Lombardi

Dopo aver conseguito la laurea in Geologia presso l’Università degli Studi di Milano nel 2000, ha proseguito il suo percorso accademico con una seconda laurea in Astronomia presso l’Università "La Sapienza" di Roma, ottenuta nel 2006. L'interesse per l'astronomia lo ha portato successivamente a intraprendere un Master di specializzazione in Astronomia presso l’University of Arizona (Tucson, USA), uno dei principali centri internazionali per la ricerca astrofisica. In ambito professionale, si occupa anche di insegnamento, sia in contesti scolastici che in corsi e laboratori rivolti al pubblico generale, con un forte focus sull’approccio interdisciplinare tra geologia, astronomia e scienze ambientali.

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