
(METEOGIORNALE.IT) Più volte abbiamo parlato di un legame importante. Quello tra La Niña e la possibilità di un inverno nevoso in Italia. Chi ci segue ricorda che stiamo parlando di un fenomeno caratterizzato dal raffreddamento delle acque superficiali nell’Oceano Pacifico equatoriale orientale. Ciò è in grado di alterare significativamente la circolazione atmosferica globale. Ma noi distiamo migliaia di chilometri dall’epicentro. Cosa Potrebbe comportare per l’Italia? Scopriamolo insieme
Serve uno studio con la NAO
Quando La Nina è attiva, le variazioni nei flussi atmosferici globali possono incidere sull’intensità e stabilità del Vortice Polare. Se quest’ultimo si rafforza, tende a confinare l’aria fredda vicino alle regioni polari, limitando gli spostamenti delle masse di aria fredda verso le medie latitudini.
Al contrario, interazioni tra La Niña medesima e l’Oscillazione Nord Atlantica (NAO) potrebbero destabilizzarlo. Questo può favorire un indebolimento o una divisione del vortice, rendendo più probabili le discese di aria fredda verso l’Europa meridionale. Ovviamente parliamo di analisi e non di previsioni meteo a tutti gli effetti. Ma è giusto chiarire questo concetto.
E sulla prossima stagione invernale?
Gli effetti della Niña dipendono in larga parte dalla configurazione del Vortice Polare e dalla posizione del jet stream, la celebre corrente a getto, ovvero un flusso d’aria ad alta velocità che guida le perturbazioni. Sappiamo che non è corretto al 100%, ma è giusto per far comprendere la questione.
Se il vortice perde compattezza, l’Italia potrebbe sperimentare ondate di freddo artico, con nevicate a basse quote. Ovviamente il tutto dipende dalla traiettoria delle masse d’aria. Di questo passo, gennaio e febbraio, solitamente i mesi più rigidi, potrebbero essere caratterizzati da nevicate consistenti, potrebbero dire la loro. Mancano ovviamente diversi mesi e quindi non possiamo dare per certo quello che sicuro non è.
Ulteriori considerazioni
Gli inverni con una Nina forte mostrano spesso una prevalenza di blocchi altopressorei sull’Atlantico settentrionale, che favoriscono la discesa di masse d’aria fredda verso il Mediterraneo. Questa è una buona condizione per avere freddo e neve a bassa quota alle nostre latitudini.
Quando ciò si combina con una fase negativa della NAO, le regioni adriatiche e meridionali italiane diventano un bersaglio facile di masse d’aria nevose. Al contrario, se la NAO e l’AO si trovano in fase positiva, l’Italia potrebbe sperimentare una maggiore stabilità atmosferica, con temperature superiori alla media stagionale e precipitazioni quasi del tutto assenti. È quest’ultimo pattern meteo che è stato prevalente nelle ultime annate.
Riscaldamento stratosferico
Per concludere l’analisi, un altro fattore che può condizionare il comportamento del Vortice Polare è il fenomeno del Riscaldamento Stratosferico (Stratwarming). Questo evento comporta un aumento rapido della temperatura nella stratosfera sopra il Polo Nord. Esso ha la facoltà di indebolire il vortice e aumentare il rischio di irruzioni di aria artica verso le medie latitudini.
Quando il riscaldamento si combina con La Niña, l’effetto sul meteo europeo può risultare amplificato. In altre parole. Questo mix è quello perfetto per avere maggiori probabilità di ondate di freddo e nevicate a quote interessanti. Ma ne riparleremo nei prossimi mesi… (METEOGIORNALE.IT)
