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INVERNO a Novembre, inizia il Nord con neve forte su Alpi, quota a ribasso

AO e NAO in movimento: cosa ci attende in Italia tra inizi e metà novembre

Federico De Michelis di Federico De Michelis
01 Nov 2025 - 17:40
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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I primi eventi di neve sino in pianura su alcune località del Nord Italia dopo un periodo eccezionalmente mite.

(METEOGIORNALE.IT) Nei grafici allegati spiccano due oscillazioni che, più di molte altre, decidono l’umore del cielo sopra l’Europa: la North Atlantic Oscillation (NAO) e la Arctic Oscillation (AO). Le curve mostrano un’evoluzione non lineare all’inizio di Novembre, con una prima spinta positiva e poi una tendenza a rientrare verso la neutralità o addirittura in territorio negativo man mano che ci avviciniamo alla seconda decade del mese. Non è solo una questione da addetti ai lavori: quando NAO e AO cambiano segno, cambiano traiettoria anche le perturbazioni e, di riflesso, cambiano il tipo di tempo che viviamo in Italia.

 

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All’inizio, però, fermiamoci un attimo prima di “tirare le somme”. Perché una NAO positiva spesso significa correnti occidentali tese, cicloni atlantici che prediligono l’Europa settentrionale e anticiclone più presente sul Mediterraneo; viceversa una NAO negativa apre la porta a scambi d’aria nord-sud, blocchi su Groenlandia e saccature più profonde fin verso il Tirreno. L’AO, invece, racconta la compattezza del Vortice Polare nell’emisfero nord: valori positivi tendono a “serrare” la circolazione alle alte latitudini, valori negativi indicano un vortice più disturbato e capace di inviare irruzioni fredde verso medie latitudini. Fin qui, regole generali. Ma cosa succede quando, come nelle mappe, NAO e AO s’impennano a inizio mese e poi scivolano? E quanto conta il fatto che la dispersione degli scenari (gli “spaghi” e i box-plot) aumenti dopo il 10 novembre, segnalando incertezza crescente?

 

La tentazione di rispondere subito è forte; meglio però guardare ancora da vicino le figure. La NAO deterministica (linee con pallini) sale fino a una cuspide marcata tra 3 e 5 novembre, sopra +2 e localmente oltre +3, poi cala gradualmente verso lo zero entro la prima settimana e, secondo diversi membri, tende leggermente in negativo attorno all’11-13 novembre. L’insieme probabilistico (EPS) conferma: media positiva e sostenuta fino al 4-5 novembre, quindi normalizzazione e lieve deriva negativa con ampia forchetta d’incertezza nella seconda decade. L’AO racconta una storia simile: spinta positiva a inizio mese, quindi progressivo scivolamento verso valori prossimi a 0 e sotto 0 tra 8 e 12 novembre, con diversi scenari che vanno anche a −2/−3. In altre parole, il “motore” emisferico parte deciso ma poi perde giri proprio quando arriviamo al cuore del mese.

 

Cosa significa per l’Europa e per l’Italia

Per capire l’impatto pratico, conviene ricordare due punti chiave suffragati dalla letteratura scientifica. Quando la NAO è positiva, il getto atlantico si rafforza e si sposta un po’ a nord: più mitezza e piogge frequenti su Regno Unito e Scandinavia, tempo più secco e relativamente mite sul bacino del Mediterraneo occidentale, quindi anche sull’Italia centro-meridionale, fatta eccezione per rapidi passaggi al Nord-Ovest esposto a correnti da ovest. Viceversa, durante NAO negativa la rotta delle depressioni scivola verso sud, complice un blocco in area Groenlandia; in queste fasi aumentano le probabilità di perturbazioni organizzate e irruzioni fredde fino al Mediterraneo, con precipitazioni più diffuse e cali termici talora marcati anche in Italia. Questi comportamenti sono descritti da documentazione operativa NOAA e in numerosi studi di riferimento sul ruolo della NAO nel modulare getto e storm track sull’Atlantico Nord.

 

L’AO aggiunge il tassello “emisferico”: indici negativi favoriscono ondulazioni ampie della corrente a getto, con scambi meridiani e più facili discese d’aria artica a latitudini mediterranee; indici positivi, al contrario, tendono a confinare il freddo al Circolo Polare. Il collegamento tra AO, Vortice Polare e ondate fredde è descritto classicamente in letteratura e aggiornato da ricerche recenti, anche in relazione agli episodi di stratwarming e alla dinamica di accoppiamento stratosfera–troposfera.

 

Dal segnale agli effetti: una lettura “step-by-step”

Con queste chiavi in mano, rileggiamo la sequenza di Novembre suggerita dai grafici. Nella primissima parte del mese, con NAO e AO positive, il disegno più probabile è quello di un flusso zonale vivace tra Atlantico ed Europa. In Italia si traduce in anticiclone più presente sul Mediterraneo centrale, temperature sopra le medie specie in quota e nel Centro-Sud e precipitazioni scarse o concentrate nelle aree di confine maggiormente esposte alle correnti da ovest/nord-ovest. Liguria di Levante, Alpi occidentali e talvolta alta Toscana possono vedere passaggi rapidi con piogge di stau e nevicate solo alle alte quote, mentre pianure e coste restano spesso ai margini. È il classico “respiro atlantico alto”, più generoso con l’Europa settentrionale che con il Mediterraneo. Questo quadro è coerente con il comportamento medio della NAO positiva documentato da NOAA e con gli schemi di circolazione studiati da ECMWF per gli episodi di freddo/mitigazione in Europa.

 

Tra la fine della prima e l’inizio della seconda decade, le mappe indicano una normalizzazione degli indici e un graduale decadimento verso valori neutri o lievemente negativi. È il momento in cui il getto smette di correre dritto e comincia a ondulare. A livello pratico, sull’Italia ciò significa che le perturbazioni possono trovare una porta più aperta verso il Tirreno: aumentano le probabilità di peggioramenti più strutturati, con piogge che dal Nord-Ovest e dalle regioni tirreniche possono estendersi al Centro e, a tratti, al Sud. Le Alpi tornano a vedere neve a quote in progressivo calo, inizialmente ancora elevate ma con tendenza a scendere se la saccatura riuscirà a pescare aria più fredda dal Nord Europa. La letteratura sul legame NAO negativa–precipitazioni mediterranee mostra proprio questo: una maggiore propensione a episodi di maltempo sull’Europa meridionale, con segnali particolarmente netti su Spagna, Francia meridionale e Italia nord-occidentale.

 

Se, come suggeriscono alcuni membri dell’ensemble, la AO scendesse a valori negativi marcati attorno a metà novembre, entrerebbe in gioco un ulteriore ingrediente: aria più fredda pronta a inserirsi nelle ondulazioni in discesa dal Mar del Nord verso il Mediterraneo occidentale. In questo scenario la termica in quota potrebbe calare abbastanza da consentire nevicate più consistenti sulle Alpi fin verso quote medio-alte e un raffreddamento più avvertibile nelle valle padane e nelle regioni interne del Centro. La possibilità di “agganci” freddi dipende però da come si organizza il blocco alle alte latitudini, un tema che gli studi collegano sia alla pulsazione della NAO sia, in talune stagioni, alla variabilità del Vortice Polare e ai possibili disturbi stratosferici.

 

Perché questa fase di novembre è così delicata

Siamo nel passaggio stagionale in cui il getto si rinforza, il mare Mediterraneo conserva ancora calore e basta un’ondulazione più incisiva per innescare sistemi perturbati molto attivi. Gli studi più recenti sulla storm track atlantica mostrano che piccoli spostamenti del nastro trasportatore dei cicloni possono cambiare in modo marcato la distribuzione delle piogge tra Nord e Sud Europa. Un getto più alto porta stabilità al Mediterraneo, un getto che si abbassa riattiva depressioni sul Golfo del Leone e sul Tirreno con ricadute dirette sull’Italia.

È utile anche una considerazione di metodo: le mappe incluse mostrano sia una previsione “deterministica” sia l’ensemble con 50 membri. L’aumento della dispersione dopo il 10 novembre non è un dettaglio estetico: significa che gli esiti possibili si allargano. In termini pratici, le chance di un episodio di maltempo organizzato aumentano, ma restano ancora sul piatto alternative più tiepide se i centri di bassa pressione prenderanno una rotta leggermente diversa. Proprio per questo, in questa finestra temporale conviene guardare più alla tendenza che al dettaglio locale.

 

Tendenza meteo-climatica per l’Italia: dal “respiro alto” ai contrasti

Riassumendo ciò che le mappe suggeriscono alla luce delle conoscenze su NAO e AO, la prima settimana di novembre in Italia ha alte probabilità di tempo in prevalenza stabile o solo variabile, specie su Centro-Sud e Isole Maggiori, con temperature sopra media e precipitazioni modeste. Qualche pioggia più presente può interessare il Nord-Ovest e i settori esposti ai flussi da ovest, ma con passaggi rapidi. Le nebbie potrebbero tornare in Val Padana nelle pause anticicloniche, complice l’aria mite in quota e l’umidità al suolo.

 

Tra 8 e 12 novembre il quadro diventa più dinamico: NAO e AO scendono, il getto si ondula e crescono le probabilità di una o più perturbazioni con traiettoria sul Mediterraneo occidentale. In questo frangente sono plausibili piogge più diffuse su Liguria, Piemonte, Lombardia, Toscana, Lazio e successivo coinvolgimento del Sud peninsulare. Le Alpi tornano a imbiancarsi con quota neve in graduale calo. Se la spinta negativa dell’AO si concretizzerà come in alcuni scenari, a ridosso di metà mese non è escluso un afflusso più freddo dal Nord Europa, capace di intensificare i contrasti e di far scendere ulteriormente la quota neve sui versanti di nord e nord-ovest, con cali termici più avvertiti nelle valli e nelle zone interne del Centro.

 

Nel complesso la seconda decade si preannuncia più instabile della prima, con una distribuzione delle piogge probabilmente sbilanciata verso il Nord e le regioni tirreniche, e fasi di maltempo localmente incisive. Il Sud e il Medio Adriatico potrebbero alternare schiarite a passaggi piovosi, più frequenti se le saccature riusciranno a progredire verso levante. Il freddo? Più avvertibile al Nord e in montagna nella seconda parte dell’arco considerato, ma per ora con caratteristiche di inzio stagione: episodi, non ancora ondate prolungate.

 

Uno sguardo oltre il giorno-per-giorno

Vale la pena ricordare che il legame tra teleconnessioni e tempo sul Mediterraneo non è meccanico come un interruttore. A parità di segno della NAO, l’esito locale dipende da dove si posizionano i minimi di pressione, da quanto è “panciuto” l’anticiclone delle Azzorre, da eventuali contributi di umidità subtropicale e persino dal “timing” con cui si propagano i disturbi dall’Atlantico. Studi dedicati al bacino mediterraneo confermano una relazione significativa ma non rigida fra NAO e anomalie di precipitazione/temperatura in Italia, con differenze tra Nord-Ovest, Nord-Est, Centro e Sud. Ecco perché, anche con segnali chiari sugli indici, il dettaglio locale resta materia da aggiornare con le uscite successive dei modelli.

 

Conclusione semplificata

Inizio Novembre più stabile e mite sull’Italia, salvo passaggi rapidi al Nord-Ovest. Dalla seconda parte della prima decade in avanti, instabilità in aumento: più perturbazioni dal Tirreno, piogge più frequenti su Nord e regioni tirreniche, graduale calo termico e neve sulle Alpi a quote in diminuzione. Possibile rinfrescata più decisa attorno a metà mese se AO e NAO vireranno davvero in negativo.

 

Credit: NOAA Climate Prediction Center – NAO, NOAA NCEI – North Atlantic Oscillation, ECMWF – Circulation patterns e NAO-BLO, Geophysical Research Letters – The Role of the North Atlantic Oscillation for Projections of Winter Storm Tracks, Theoretical and Applied Climatology – Winter NAO impact on European precipitation, Geophysical Research Letters – Temperature anomalies during winters with Stratospheric Sudden Warmings (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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