Copertura che in Autunno spesso e volentieri viene analizzata attentamente per comprendere la forza dell’Anticiclone Russo-Siberiano. All’epoca si mise in evidenza la copertura record, sia per estensione che per precocità. A tal proposito vi sono autorevoli studi che certificano la correlazione tra tale copertura e i conseguenti disturbi al Vortice Polare.
Ricordiamo, infatti, che i disturbi stratosferici provengono – in forma di flussi di calore – dalla troposfera attraverso possenti strutture anticicloniche. Solitamente sono 3: l’Anticiclone del Pacifico, l’Anticiclone delle Azzorre, l’Anticiclone Russo-Siberiano. Strutture anticicloniche che provocano le cosiddette “onde planetarie”, capaci di innescare profonde oscillazioni delle correnti atmosferiche.
Allorquando l’Anticiclone Russo-Siberiano si estende temporaneamente verso ovest l’aria gelida presente nelle sperdute lande siberiane può raggiungere l’Europa, causando imponenti ondate di gelo. Non è uno scenario che si verifica regolarmente, per far sì che si realizzi debbono verificarsi particolari condizioni.
Ad esempio un forte indebolimento del Vortice Polare, oppure la sua rottura (split). A quel punto le masse d’aria gelida possono spingersi verso ovest, sfruttando la cosiddetta inversione dei venti zonali.
In Europa è più facile che ciò accada, in Italia un po’ meno. Ma quest’anno potrebbero crearsi le condizioni ideali per qualcosa del genere e chissà, forse già a Dicembre. Un Inverno che potrebbe, realmente, mostrarci i muscoli con un evento che ha tempi di ritorno di un certo tipo.
Qui da noi, di solito, i tempi di ritorno sono decennali o ultra decennali. L’ultima volta che l’aria gelida siberiana fu in grado di raggiungere l’Italia fu nel febbraio del 2012. Sappiamo tutti com’è andata, no? Chissà che quest’anno non sia la volta buona e non perché si voglia il gelo a tutti i costi, d’altronde sarebbe una condizioni meteo climatica anomala e per certi versi fastidiosa, ma nel ventaglio delle ipotesi invernali ci sta e dobbiamo prenderla assolutamente in considerazione.
Non resta che attendere qualche settimana, diciamo che da qui all’Immacolata potrebbe arrivarci qualche segnale in più. Se così sarà avremo modo e tempo di discuterne insieme.
