
(METEOGIORNALE.IT) La Nina, la QBO negativa e la copertura nevosa siberiana. Abbiamo preferito non perderci in chiacchiere, d’altronde sono 3 elementi sui quali avrete già sicuramente letto svariati approfondimenti
Ci sono però alcune novità importanti che riguardano 2 di questi 3 elementi, nello specifico La Nina e la copertura nevosa siberiana. Partiamo dal primo, quindi da La Nina. A quanto pare sarà più debole del previsto, ma comunque presente. La minore intensità potrebbe limare gli effetti climatici su larga scala, ma non per questo non essere in qualche modo capace di influenza l’andamento dell’Inverno.
Anche perché, giusto rammentarlo, quest’anno vi sono tutta una serie di variabili che potrebbero rimescolare le carte in tavola. Come? Mescolandosi agli effetti de La Nina e producendo una miscela letteralmente esplosiva. Ma ovviamente servirà una scintilla, un qualcosa che possa innescare la miccia.
Potrebbe trattarsi della QBO negativa, che invece non ha subito – almeno finora – alcun tipo di modifica. Nessun ridimensionamento, per essere chiari.
Ma potrebbe trattarsi anche dell’insolita copertura nevosa siberiana, copertura che mai come quest’anno è stata in grado di anticipare i tempi raggiungendo un’estensione e una quantità che difficilmente era ipotizzabile per questo periodo. Ricordiamoci che si tratta di un elemento sul quale continuano gli studi scientifici, infatti non è affatto scontato che tale variabile sia effettivamente capace di interagire pesantemente con l’Inverno.
Infine il Pacifico. Un quarto elemento che non abbiamo citato nel titolo ma che evidentemente è meritevole d’attenzione. Abbiamo tuttavia preferito dedicargli un paragrafo a parte perché non è affatto scontato che le attuali anomalie termiche presenti sul lato settentrionale – a ridosso delle coste nord americane – persistano anche in Inverno. Non è affatto scontato che l’Alta Pressione conseguente a tali anomalie sia in grado di modulare i flussi di calore stratosferici così da impedire un normale sviluppo del Vortice Polare.
Certo è che la presenza, eventuale, di tale Anticiclone sommato a un probabile Anticiclone termico russo-siberiano particolarmente potente potrebbe rappresentare un mix capace di intaccare le granitiche – quest’anno neppure tanto – certezze del Vortice Polare.
Per concludere, quindi, i 3 elementi indicati potrebbero comunicare tra loro regalandoci un Inverno perlomeno interessante ma con buone chances che possa diventare entusiasmante. Poi c’è il quarto, diciamo incomodo, che potrebbe ulteriormente esacerbare gli animi. Con risultati, a quel punto, davvero imprevedibili. (METEOGIORNALE.IT)
