
(METEOGIORNALE.IT) Per l’Italia il segnale non è una garanzia di gelo diffuso, ma un aumento delle probabilità di fasi fredde e nevose.
La Niña: il “regista” sul Pacifico che muove il clima globale
Il ritorno della La Niña – la fase fredda dell’ENSO – comporta un raffreddamento del Pacifico equatoriale capace di modificare il disegno delle correnti a scala planetaria. In queste configurazioni il flusso polare tende a scendere più a sud, favorendo ondate di freddo frequenti in Nord America con nevicate anche estese.
In Europa l’effetto è più indiretto ma può risultare rilevante: la presenza di alte pressioni sull’Atlantico settentrionale può incanalare aria fredda continentale dalla Russia verso il cuore del continente e il Mediterraneo, aumentando le chance di episodi invernali significativi.

Vortice Polare e stratwarming: quando aumentano le chance di gelo
Il Vortice Polare è l’anello di venti che ruota sul Polo Nord. Quando è forte e compatto, l’aria gelida resta confinata alle alte latitudini; quando è debole o si disloca/divide (spesso dopo un riscaldamento stratosferico improvviso – SSW), porzioni d’aria artica possono scivolare verso sud, raggiungendo anche l’Italia con brevi ma intense ondate di freddo e neve a quote via via più basse.
Il contesto attuale, con La Niña in consolidamento, è statisticamente coerente con fasi in cui il Vortice può mostrare maggiore vulnerabilità. Non si tratta di una promessa di gelo continuo, ma di un rialzo delle probabilità di episodi invernali marcati nel corso della stagione.
Più estremi in un mondo più caldo: perché non è una contraddizione
Il cambiamento climatico non cancella il freddo: ne modifica le probabilità e i contrasti. Un’atmosfera mediamente più calda può risultare più instabile, capace di alternare ondate di calore a irruzioni fredde. Per l’inverno 2025-2026 questo si traduce in un crescendo di oscillazioni tra fasi miti e improvvisi ritorni di aria artica, con possibili episodi nevosi anche significativi.
Cosa aspettarsi in Italia
- Maggiore variabilità: alternanza tra rimonte miti e affondi freddi.
- Finestre fredde più probabili: specie se il Vortice Polare si indebolisce.
- Neve a tratti: possibili episodi anche a quote medio-basse durante le fasi più incisive.
- Nessuna garanzia di gelo prolungato: scenario dinamico, non statico.
In sintesi, la stagione non pare monotona: La Niña e il possibile indebolimento del Vortice Polare suggeriscono un inverno con più colpi di scena rispetto al recente passato.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
