(METEOGIORNALE.IT) Una fiammata improvvisa, venerdì sera, ha ricordato quanto il Sole sappia cambiare umore senza preavviso. Dopo una settimana relativamente tranquilla, l’astro ha messo in scena un brillamento di classe M5.9, moderato ma abbastanza energico da farsi sentire – letteralmente – in tutto il pianeta.
Alle 22:22 UTC del 28 Novembre, la nuova regione attiva AR4294, appena affacciata dal bordo orientale del disco solare, ha rilasciato un impulso tale da raggiungere il livello R2 – Moderato sulla scala NOAA dei blackout radio. Risultato? Brevi interruzioni nelle comunicazioni ad alta frequenza sul lato illuminato della Terra, con ripercussioni possibili su aviazione, navigazione marittima e radioamatori. Un assaggio, insomma, di cosa significhi convivere con una stella che attraversa il suo periodo di massima attività.
CME in analisi: possibile tempesta geomagnetica in arrivo
Appena un minuto dopo il picco del brillamento, alle 22:23 UTC, gli strumenti hanno intercettato una emissione radio di Tipo II con velocità stimata attorno a 828 km/s. Un segnale piuttosto eloquente: potrebbe essersi sollevata una espulsione di massa coronale (CME) associata all’eruzione.
I meteorologi stanno passando al setaccio le immagini dei coronografi per capire se la nube di plasma è diretta verso la Terra. Se lo fosse – e se trasportasse campi magnetici orientati verso sud – la probabilità di una tempesta geomagnetica aumenterebbe sensibilmente nei prossimi giorni. Nulla di certo, per ora, ma la finestra resta aperta.
Un Novembre incandescentemente attivo
Questo ennesimo scossone arriva al termine di un mese già rovente per il Meteo Spaziale. Novembre ha messo in fila ben sei brillamenti di classe X, oltre alla tempesta geomagnetica più forte del 2025, quella dell’11-13 Novembre che ha spinto le aurore fin quasi alla Florida meridionale.
L’ultimo episodio estremo risale al 14 Novembre, quando un brillamento X4.0 ha oltrepassato la soglia dell’ordinario. Segno che il Sole sta entrando in una fase di attività particolarmente energica, coerente con il picco del ciclo solare in corso.
AR4294: una regione ancora da scoprire
La protagonista dell’evento, AR4294, si trova soltanto all’inizio del suo passaggio sul lato del Sole rivolto verso la Terra. Il che, tradotto in pratica, significa che potremmo vederne delle belle nei prossimi giorni. Con la rotazione solare, la regione diventerà infatti sempre più geoeffettiva, aumentando il rischio di nuovi brillamenti e nuove emissioni di plasma.
La NOAA intanto resta in allerta e ha annunciato ulteriori aggiornamenti non appena saranno disponibili nuovi dati sul vento solare e sulle eventuali CME in arrivo.
Il messaggio è chiaro: il Sole ha riaperto il sipario e lo spettacolo è appena iniziato. (METEOGIORNALE.IT)

