
(METEOGIORNALE.IT) Ottime notizie sul fronte meteo. Finalmente, dopo tre settimane di attesa, l’autunno tornerà a mostrare i muscoli, riportando le tanto attese piogge sul Nord Italia e la neve sulle Alpi. Per giorni, l’anticiclone ha mantenuto una posizione di forza sull’Europa meridionale, creando una sorta di muro invalicabile per le perturbazioni provenienti dall’Atlantico.
Configurazione meteo anomala
sa ha impedito alle piogge di raggiungere in modo efficace le nostre regioni, lasciando gran parte del Paese immersa in una stabilità abbastanza marcata. Le poche precipitazioni che si sono verificate nel periodo recente sono state il frutto di piccoli vortici di bassa pressione che, di tanto in tanto, si sono formati sul bacino del Mediterraneo, portando rovesci anche di forte intensità ma piuttosto localizzati.
Cambiamento netto
Adesso ci siamo Tutti i principali modelli meteorologici concordano nel segnalare una rottura dell’attuale schema barico europeo , con il ritorno del flusso atlantico a condizionare nettamente il tempo anche sull’Italia. Si tratta di una svolta che avrà come punto di inizio la data del 20 ottobre, quando un nuovo impulso perturbato raggiungerà il nostro Paese.
A partire da quel giorno, il Nord Italia sarà interessato dalle prime piogge diffuse, che mancavano dalla fine di settembre. Il cambiamento sarà accompagnato da una rotazione dei venti verso ovest, segnale evidente dell’ingresso di correnti più umide e instabili provenienti dall’oceano. Le perturbazioni atlantiche troveranno finalmente la strada libera per attraversare l’Europa occidentale, raggiungendo anche l’area mediterranea.
Forte cambio di scenario
Basti pensare che un vortice ciclonico andrà a posizionarsi in prossimità delle Isole Britanniche, costringendo l’anticiclone che da settimane presidia quella zona a spostarsi verso sud. Questo spostamento permetterà alle perturbazioni di scendere lungo il continente, determinando un netto cambio di scenario anche sull’Italia.
Le prime aree a essere interessate dalle piogge più consistenti saranno la Liguria, il Piemonte e la Lombardia occidentale, dove lunedì 20 si prevedono precipitazioni anche di moderata intensità, localmente a carattere di rovescio, soprattutto lungo le coste esposte ai venti di scirocco. L’arrivo dell’aria più fredda in quota favorirà anche il ritorno della neve sulle Alpi, con fiocchi che potrebbero cadere sopra i 1700-1900 metri.
Il prosieguo
Tra martedì 21 e mercoledì 22 l’instabilità si estenderà anche alle regioni centrali, interessando in particolare la Toscana, l’Umbria e le Marche, oltre alla Campania, dove saranno possibili rovesci e temporali sparsi. Le temperature tenderanno a diminuire in modo abbastanza marcato al Nord e sulle zone interne del Centro.
Nuovo ribaltone però. I segnali per la seconda parte della settimana indicano infatti un nuovo ribaltamento della situazione, con il possibile ritorno di un promontorio anticiclonico subtropicale sul bacino del Mediterraneo.
Qualcosa di abbastanza anomalo
Il cambio sarà Marcato e risulterà piuttosto anomalo, poiché porterà con sé un’ulteriore risalita delle temperature, destinate a superare di nuovo le medie stagionali in modo anche marcato, al Meridione. La causa sarà un affondo del getto polare sull’Atlantico centrale, che innescherà una risposta calda verso nord-est. Di conseguenza, una massa d’aria mite di origine africana si muoverà verso l’Italia, determinando un incremento termico significativo soprattutto nelle regioni centrali e meridionali.
Nella seconda metà della settimana, dunque, il Paese sperimenterà un improvviso ritorno del caldo tardivo, con valori che in alcune località del Centro-Sud potrebbero raggiungere nuovamente i 30 gradi! Anche le temperature minime si manterranno piuttosto elevate, con notti miti e valori difficilmente inferiori ai 17-19 °C lungo le coste tirreniche. Valori tipici da fine agosto e non certo da fine ottobre.
Rimane comunque una stagione dinamica
La persistenza di queste anomalie termiche è sintomo di un autunno estremamente dinamico e disordinato, dove le masse d’aria calde e fredde si alternano con rapidità, generando una interessante altalena termica.
L’attenzione resta alta anche per quanto riguarda la possibilità di nuovi episodi di maltempo intenso, soprattutto nel momento in cui l’aria calda e umida dovesse entrare in contatto con fronti più freddi in arrivo dal nord-ovest europeo. Questo tipo di contrapposizione atmosferica, tipica della stagione autunnale, è in grado di produrre fenomeni di una certa intensità.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
