Rischio NEVE su MILANO e Lombardia: cosa dicono le previsioni ECMWF
Meteo neve a Milano: quante chance questo inverno secondo ECMWF
- Cosa dicono le mappe meteo ECMWF
- Temperature: anomalia leggermente positiva
- Precipitazioni: pochi impulsi fino a GENNAIO, poi recupero in FEBBRAIO
- Il rischio neve su Milano
- Fattori favorevoli e ostacoli
- Stima percentuale mese per mese
- Probabilità complessiva per l’inverno 2025-2026
Importante premessa: questa non è una previsione meteo, ma un’analisi che abbiamo condotto con l’ausilio anche di sofisticati software, allo scopo di ottenere una dettagliata serie di informazioni attraverso l’osservazione delle mappe stagionali del Centro Meteo Europeo.
Naturalmente, la variabilità atmosferica e le fluttuazioni stagionali potranno modellare il tempo atmosferico giorno per giorno, arrivando persino a stravolgere questa linea di tendenza, che vi invitiamo a consultare esclusivamente per fini di curiosità.
Cosa dicono le mappe meteo ECMWF
Ad oggi, primi di OTTOBRE 2025, le mappe stagionali ECMWF per la LOMBARDIA mostrano un segnale abbastanza chiaro: temperature mediamente sopra la norma e precipitazioni spesso scarse tra NOVEMBRE e GENNAIO, con un possibile recupero in FEBBRAIO. Sulla Pianura Padana, e quindi su Milano, questo tipo di assetto di solito riduce la probabilità di neve al suolo, ma non la azzera: bastano due ingredienti insieme, aria fredda e umidità, per far comparire fiocchi tra Piazza Duomo.
Temperature: anomalia leggermente positiva
Le mappe di anomalia termica (scala in °C) inquadrano NOVEMBRE con un lieve surplus, intorno a +0,3/+0,7 °C sulla bassa Lombardia, inclusa Milano. DICEMBRE resta su valori simili, mentre GENNAIO evidenzia la fase più mite: area occidentale tra VARESOTTO, NOVARESE, PAVIA e capoluogo con +1/+1,5 °C. In FEBBRAIO l’eccesso rientra verso +0,5 °C, MARZO torna su un +0,3/+0,7 °C diffuso. Con medie così, la soglia critica dei 0 °C al piano è raggiungibile solo durante irruzioni brevi o notturne; in giornate standard la colonna d’aria resta leggermente troppo mite per imbiancare Corso Buenos Aires.
Precipitazioni: pochi impulsi fino a GENNAIO, poi recupero in FEBBRAIO
Sul fronte piogge la tendenza stagionale è altrettanto eloquente. NOVEMBRE e DICEMBRE mostrano un deficit di circa 10–20 mm sulla pianura; GENNAIO prosegue secco con scarti intorno a -5/-15 mm. Il cambio si intravede in FEBBRAIO, quando le mappe virano al verde con un surplus stimato fra +5 e +20 mm tra MILANO, CREMONESE, MANTOVANO e OLTREPÒ PAVESE. MARZO torna leggermente sotto media, con scarti deboli negativi. Tradotto in pratica: le finestre umide davvero utili per la neve in città si concentrano soprattutto tra fine GENNAIO e FEBBRAIO; prima e dopo le opportunità calano.
Il rischio neve su Milano
Per vedere neve vera su Milano servono due scenari classici. Il primo è il “cuscino freddo padano”: dopo alcune notti serene, l’aria fredda ristagna al suolo nella conca padana; se arriva una perturbazione da SUD-OVEST, la precipitazione parte come neve anche in viale Certosa e Porta Romana. Il secondo è un’irruzione fredda più netta dall’Est europeo, capace di abbassare le temperature su tutta la Pianura Padana; basta poi un modesto passaggio umido per imbiancare anche i quartieri centrali. Con anomalie termiche debolmente positive, il primo scenario resta possibile ma meno duraturo; il secondo richiede un incastro perfetto, non frequente ma non impossibile.
Fattori favorevoli e ostacoli
A favore giocano la tipica nebbia e l’inversione termica della bassa pianura, che possono mantenere il suolo freddo al mattino. Aiutano anche eventuali richiami umidi da LIGURIA e TIRRENO in presenza di aria continentale preesistente. Contro, invece, pesano il segnale mite di GENNAIO e la fase più secca tra NOVEMBRE e DICEMBRE: senza precipitazioni non c’è neve, anche se dovesse fare freddo. In FEBBRAIO l’aumento delle piogge è un punto a favore, ma con un’anomalia termica ancora leggermente positiva il rischio è vedere più spesso pioggia mista o neve bagnata su Milano e hinterland, con accumuli scarsi rispetto alle prealpi tra COMO, LECCO e BERGAMO.
Stima percentuale mese per mese
Alla luce delle mappe ECMWF, stimando la probabilità di almeno un episodio nevoso in città, mese per mese e intendendo per “nevoso” anche con accumulo modesto al suolo: Per NOVEMBRE la chance è bassa, intorno al 5%; DICEMBRE sale verso il 20% grazie a notti fredde e possibili passaggi rapidi; GENNAIO resta insidioso ma mitigato dall’anomalia mite, 25%; FEBBRAIO è il mese con l’incastro più credibile tra umidità e qualche irruzione fredda, 35%; MARZO chiude con 10%, più facile vedere rovesci tardivi o graupel che una vera nevicata in centro.
Probabilità complessiva per l’inverno 2025-2026
Sommando il quadro stagionale e tenendo conto che gli episodi possono concentrarsi in pochi giorni, la probabilità complessiva di osservare almeno una nevicata con accumulo (≥1 cm) su Milano tra NOVEMBRE e MARZO la stimo attorno al 40%. La probabilità di vedere fiocchi senza accumulo sale verso il 60%. Per un evento più consistente, diciamo ≥5 cm diffusi in città, la stima scende intorno al 20%, con la finestra migliore tra fine GENNAIO e FEBBRAIO, specie se si forma un cuscino freddo prima dell’arrivo delle perturbazioni da OVEST/SUD-OVEST.
Credits
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
- World Meteorological Organization (WMO) – Snow Monitoring
- WMO Global Seasonal Climate Update
- Rutgers University Global Snow Laboratory
- Nature Climate Change – Winter Melt Trends
- Nature Communications – Climate-driven Changes in Seasonal Precipitation
- npj Climate and Atmospheric Science – Snow Cover Extremes
- Scientific Reports – Extreme Snowfall Intensification
- US EPA Climate Change Indicators – Snow Cover
- NOAA Climate Prediction Center
