
(METEOGIORNALE.IT) Partiamo da un presupposto: si tratta di proiezioni, non di previsioni. Una specifica imprescindibile, contenta peraltro all’interno delle proiezioni in oggetto. Troppe le variabili in campo, soprattutto nel continente europeo meno soggetto all’influenza diretta de La Nina
Mentre gli Stati Uniti alcune schemi atmosferici direttamente riconducibili a La Nina sono ampiamente codificati, in Europa sussistono altri elementi da prendere in considerazione. In primis l’Atlantico, considerato il più grande termoregolatore del clima del vecchio continente.
Ciò significa che quanto emerge dall’analisi modellistica potrebbe subire variazioni in corso d’opera. Variazioni o veri e propri stravolgimenti.
Premessa conclusa, andiamo al sodo. Preferiamo pochi giri di parole, tanto non avrebbe senso: il prossimo potrebbe essere l’ennesimo Inverno con poca neve. Anzi, pochissima. Il modello europeo ECMWF, ad esempio, ipotizza carenza di neve a Dicembre, Gennaio, Febbraio. Anche a Marzo.
Carenza non soltanto in Italia, ma su gran parte d’Europa. Eccezion fatta per le aree più a nord, segnatamente la Scandinavia e localmente le Isole Britanniche. Da segnalare, per quel che riguarda il nostro Paese, nevicate di un certo spesso sull’arco alpino ma oltre una certa quota. Ciò perché le temperature, tanto per cambiare, potrebbero risultare costantemente superiori alle medie stagionali.
Un trend confermato anche dall’altro modello europeo, ovvero UKMO. Anche in questo caso si evince una mancanza di nevicate degne di tal nome praticamente su gran parte del vecchio continente, eccezion fatta – ancora una volta – per i settori più settentrionali. Anche in questo caso le zone alpine vedrebbero più nevicate del solito, soprattutto a quote medio-alte.
Proiezioni che, se confermate, confermerebbero il trend degli ultimi 3 anni. Rammenterete, infatti, che gli Inverni precedenti furono decisamente miti, inibendo in tal modo eventi nevosi a bassa quota. Ma in quel caso inibendo nevicate rilevanti anche sulle Alpi, costrette ad attendere la Primavera per poter vedere qualcosa di decente.
Ora, come detto si tratta di proiezioni e non di previsioni. Proiezioni che tengono conto de La Nina, questo è vero, ma non tengono conto – ad esempio – della QBO negativa. Un pattern, quest’ultimo, che potrebbe rivelarsi essenziale per destabilizzare il Vortice Polare nel bel mezzo della stagione invernale.
Motivo per cui crediamo sia necessario andarci cauti, considerando certamente autorevoli le proiezioni suddette ma non tralasciando altre ipotesi che in questo momento risulterebbero minoritarie o comunque meno probabili. (METEOGIORNALE.IT)
