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Gli esperti avvertono: La Niña è in arrivo, occhi puntati sull’Inverno in Italia

Davide Santini di Davide Santini
17 Ott 2025 - 17:15
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Molti di voi conosceranno sicuramente la Niña. Si tratta di un fenomeno meteorologico che nasce nelle acque dell’Oceano Pacifico e che, nonostante la distanza, ha la capacità di modificare radicalmente i regimi climatici mondiali, sia pluviometrici sia termici. Ma riuscirà a influenzare anche il tempo sull’Italia? Scopriamolo insieme in questo articolo.

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Cosa accade

Quando compare la Niña, si innesca una catena di effetti che può alterare la distribuzione delle piogge, la frequenza delle irruzioni fredde e la disposizione delle aree di alta e bassa pressione su larga scala. Ciò che accade nel Pacifico, infatti, non resta confinato lì, ma coinvolge buona parte del globo terrestre. Sembra incredibile, ma è proprio così.


Un veloce approfondimento

La Niña fa parte del ciclo climatico ENSO (El Niño–Southern Oscillation), insieme alla fase opposta El Niño e a quella neutra. In questa fase si verifica un raffreddamento anomalo delle acque superficiali del Pacifico equatoriale centrale e orientale, accompagnato da un rinforzo degli alisei, i venti che soffiano da est verso ovest lungo l’equatore.


Questo squilibrio termico, seppur localizzato nell’area intertropicale, altera la circolazione atmosferica globale, modificando i percorsi delle correnti a getto e generando aree di anomalia termica positiva e negativa in diverse zone del pianeta.


È diventato ufficiale

Secondo gli ultimi rilevamenti della NOAA, l’agenzia statunitense specializzata in dinamiche oceaniche e atmosferiche, le acque superficiali del Pacifico stanno mostrando un raffreddamento evidente.
Questo conferma che la Niña è ormai pienamente attiva e che condizionerà i prossimi mesi autunnali e invernali. Le mappe satellitari mostrano chiaramente la presenza di una vasta anomalia fredda nel cuore dell’oceano, segnale inequivocabile dell’inizio del fenomeno.


Che cosa provoca

A livello globale, la Niña è nota per sconvolgere i regimi meteorologici di numerose aree del pianeta.
Storicamente, provoca un aumento delle precipitazioni nel Sud-Est Asiatico, con monsoni più intensi e alluvioni, oltre a piogge abbondanti in Africa, Brasile e Australia.
Al contrario, alcune regioni dell’America Meridionale e dell’Oceano Pacifico occidentale possono sperimentare periodi di siccità.

Il Nord America è una delle aree dove gli effetti della Niña si manifestano con maggiore chiarezza: gli inverni risultano più freddi e umidi nel Midwest e nel Nord-Est degli Stati Uniti, dove aumentano le nevicate e le ondate di gelo.


Anche l’attività ciclonica atlantica tende a intensificarsi, complice la riduzione dei venti in quota, che favorisce la formazione e il potenziamento degli uragani.


E per l’Europa?

Dopo aver osservato gli effetti globali, concentriamoci sull’Europa.
Le modifiche alla circolazione atmosferica globale possono tradursi in inverni più rigidi e turbolenti, soprattutto sull’Europa centro-settentrionale, e solo in parte sull’area mediterranea.


Le correnti a getto, spostandosi verso sud, possono facilitare irruzioni di aria artica e la formazione di cicloni mediterranei, specialmente nei mesi di novembre e dicembre.


E per quanto riguarda l’Italia?

Per l’Italia, gli esperti ipotizzano una stagione instabile e altalenante. Non si esclude il rischio di nubifragi violenti o di alluvioni lampo.
Le Alpi e gli Appennini potrebbero essere interessati da nevicate copiose, mentre anche le aree prealpine più basse potrebbero vedere fiocchi di neve in caso di irruzioni fredde decise.


Si tratta, tuttavia, di una situazione meteorologica estrema: lunghe fasi di sole e mitezza fuori stagione potrebbero essere interrotte bruscamente da ondate gelide.
Riusciranno a colpire il nostro Paese? Lo scopriremo solo strada facendo.


Credits

L’articolo è stato redatto analizzando i dati dei modelli meteo ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alluvionianomalia termicacicloni mediterraneicircolazione atmosfericaEl NinoENSOinverno freddoirruzioni articheItalia meteoMonsoniNinaoceano pacificoprecipitazioni abbondantiraffreddamento oceanicouragani
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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