Ma allora, visto e considerato quanto accaduto sinora, è giusto paragonare l’Autunno 2025 alle stagioni autunnali vecchio stile? Confrontarle, per intenderci, a quelle che un tempo portavano perturbazioni atlantiche in successione? Proviamo a ragionarci su, insieme ovviamente.
Chi ha più anni sulle spalle rammenterà senz’altro una peculiarità di quel periodo: la Depressione d’Islanda. O Semi-permanente d’Islanda. Il nome dice tutto: una Depressione semi stazionaria tra l’Islanda e le Isole Britanniche. Capace, quindi, di sostenere correnti zonali piuttosto vivaci, all’interno delle quali si inserivano svariate perturbazioni.
Perturbazioni che riuscivano a raggiungere, a più riprese, anche il Mediterraneo così da assicurare il “giusto” quantitativo di piogge. E di neve per quel che concerne Alpi e Appennino. Ed è la più grande differenza tra quelle stagioni e gli Autunni dell’ultimo ventennio, appunto la mancanza di una Depressione d’Islanda capace di governare il quadro meteo climatico.
Giusto, lecito a questo punto domandarsi cosa sia successo. Beh la risposta non è affatto semplice, ma possiamo in qualche modo prova a semplificare l’argomento: il riscaldamento globale. L’innalzamento delle temperature globali determina, puntualmente ogni Estate, una massiccia fusione del ghiaccio marino dell’Artico.
Per porre rimedio a tale deficit ecco che a partire dall’Autunno assistiamo alla rapida accelerazione del Vortice Polare. Vortice Polare forte significa aria gelida intrappolata ad alte latitudini e pensandoci bene è ciò che serve per ripristinare la giusta quantità di ghiaccio artico.
Ma Vortice Polare forte significa, spesso e volentieri, azioni cicloniche delimitate al Nord Europa e Anticicloni a protezione delle medie latitudini. O latitudini temperate che dir si voglia. Ed ecco quindi la risposta al quesito iniziale, risposta che ovviamente ci dà una spiegazione del perché l’Autunno di un tempo è difficile che si ripresenti da un momento all’altro.
Però ci possono essere anni, come quello che stiamo vivendo, durante i quali alcune forzanti atmosferiche – pattern climatici – incidono pesantemente. Così da causare un’insolita debolezza del Vortice Polare e conseguentemente una stagione autunnale decisamente più dinamica. Magari anche fredda, così come sta avvenendo in questo periodo.
Ma la vera necessità è la pioggia, soprattutto che cada in modo regolare e uniforme perché se è vero che su alcune regioni ha piovuto tanto – e male – su altre ha piovuto poco o nulla. Ed è giusto che non ci si dimentichi dell’importanza stagionale nel garantirci i giusti apporti pluviometrici onde evitare serie problematiche in altre stagioni.