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Una moderata azione anticiclonica sul Mediterraneo centrale e sull’Italia già in atto da qualche giorno e in ulteriore prevalente fortificazione nel corso di queste ore e del prossimo fine settimana, potrà mostrarsi un po’ più longeva di quanto supposto fino a ieri.

Intanto va precisato, ma già lo abbiamo rilevato in precedenti editoriali, che l’alta pressione, non particolarmente strutturata, tuttavia piuttosto efficace in termini di protezione per buona parte del territorio, presenta una piccola falla in corrispondenza del Tirreno centro meridionale, qui con una debole, isolata attività ciclonica, la quale produce più nubi in mare, associate anche a rovesci sparsi, rovesci che si estendono a fasi alterne anche verso la Sardegna, soprattutto orientale o centro orientale.

 

Temporaneamente, nubi irregolari potrebbero spingersi anche verso la Sicilia, specie nordorientale,  la Calabria e altri settori meridionali tra Campania, Lucani e Puglia, tuttavia qui senza particolari fenomeni associati, salvo qualcuno localizzato più probabile sulla Sicilia orientale e sulla Calabria meridionale.

A parte quest’area debolmente più instabile, ma circoscritta, il resto dell’Italia gode e godrebbe ancora di tempo in prevalenza stabile e ampiamente soleggiato per diversi giorni.

 

Anzi, stando agli ultimissimi aggiornamenti, una media stabilità sui settori peninsulari, potrebbe insistere fino a quasi metà della settimana prossima, salvo disturbi localizzati su Ovest Piemonte, su qualche settore alpino centrale e su qualche altro appenninico centrale.

Nella sostanza, sembrerebbe leggermente in ritardo l’azione da parte di una saccatura più fredda continentale, da giorni inquadrata dai centri di calcolo come prossima protagonista del tempo su diverse aree italiane.

 

Nelle simulazioni fino a ieri, l’avvento di correnti più fredde e instabili da Nordest o da Est, era dato già da subito con l’inizio della prossima settimana, mentre, stando agli ultimi dati, una azione più incisiva o, comunque, più estesa di questa manovra continentale, potrebbe aversi da dopo metà mese, ossia da metà della prossima settimana circa, quindi in leggero ritardo.

Intanto, però, i settori insulari italiani, ossia le due isole maggiori, Sardegna e Sicilia, potrebbero vedere già prima un incremento dell’instabilità, con potenziamento progressivo della debole falla barica presente in questi giorni e con intensificazione di nubi e rovesci sparsi da martedì 14.

 

Fatta questa precisazione, passiamo a evidenziare dove il possibile peggioramento, da metà mese, potrebbe colpire di più e dove potrebbe fare anche più freddo, essendo confermato una matrice continentale delle nuove correnti instabili.

 

Come visibile dalla simulazione barica di massima attesa dal 15/16 ottobre e fino al 20 circa, rappresentata nell’immagine in anteprima, i massimi di alta pressione tenderebbero a spostarsi verso l’Europa nordoccidentale, più potenziati in corrispondenza del Regno Unito.

Questa manovra, l’ennesima di tipo meridiano da inizio ottobre, favorirebbe una progressiva diminuzione di pressione verso il Mediterraneo centrale, per di più con una confluenza, nel contempo, proprio in corrispondenza dell’Italia centro-meridionale, di una moderata saccatura a carattere moderatamente freddo, proveniente dalle aree continentali europee.

 

L’attuale orientamento dell’asse di saccatura, potrebbe favorire una ulteriormente alimentazione dell’area depressionaria al suolo preesistente intorno alle isole maggiori o tra Tunisia e le isole maggiori e, dunque, amplificare l’azione instabile, oltre che su queste regioni insulari, progressivamente anche verso il Centro Sud in genere.

 

Nella mappa interna, abbiamo evidenziato le aree più esposte a instabilità, essenzialmente nella fase 16/19 ottobre, ossia da metà e verso la fine della settimana prossima.

I rovesci e i temporali più intensi dovrebbero riguardare le aree delimitate in blu e fucsia, ossia la parte orientale della Sardegna, gran parte della Sicilia, ancor più orientale, buona parte dei settori centro meridionali tirrenici e quelli estremi peninsulari, specie ionici.

 

Possibili fenomeni moderati o forti ricorrenti sulle aree in fucsia e anche temporaneamente intensi su Est Sicilia, specie tra Sud Messinese e Nord Catanese, area Etnea, colorazione in magenta.

Piogge deboli o moderate, ma più irregolari, su buona parte del Centro Sud, specie da Lazio, Abruzzo verso Sud, qualche pioggia sparsa anche verso Ovest Piemonte e Alpi e Prealpi centro occidentali, fenomeni scarsi o occasionali altrove.

 

Circa le temperature, dopo un temporaneo e generale aumento di questi giorni e nei prossimi 3/4 ancora, fino a martedì 14 circa, ma aumento più apprezzabile al Nord e in parte al Centro, fiacco sul medio basso Adriatico e al Sud (qui spesso con valori ancora un po’ sotto media e con sali/scendi costanti), esse tornerebbero a calare in maniera generale proprio da martedì 14 e nei giorni a seguire, per l’avvento di aria più freddina continentale.

Seconda parte della settimana prossima, dunque, con valori nuovamente un po’ sotto media su gran parte del paese, magari in maniera non eclatante, tuttavia fino a 3/4° sotto, localmente, specie sui versanti adriatici. Su elaborazione dati del Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio-Lungo Raggio (ECMWF).

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