(METEOGIORNALE.IT) Melissa è prevista in rapido intensificarsi nel Mar dei Caraibi e potrebbe trasformarsi in uno dei cicloni più potenti della stagione, con vite e beni a rischio dalla Giamaica a Cuba e Haiti.
Melissa si prepara ad accelerare l’intensificazione nel fine settimana, diventando un uragano molto forte mentre attraversa i Caraibi. Il sistema ha il potenziale di scaricare piogge torrenziali fino a decine di centimetri – con picchi oltre 1 metro – in grado di innescare alluvioni e frane letali, accompagnate da venti distruttivi e da una mareggiata capace di sommergere le aree costiere, dalla Giamaica nel weekend fino all’Est di Cuba all’inizio della prossima settimana.
L’abbondanza di acque molto calde nel Mar dei Caraibi rappresenta la miccia per uno sviluppo esplosivo. La wind shear (i venti in quota che inclinano il ciclone) limita il rafforzamento tra mercoledì e giovedì, ma è prevista in diminuzione lungo il percorso di Melissa nei prossimi giorni, consentendo un’intensificazione più rapida.
L’impatto è fissato a livello massimo per il Caribe occidentale. Questa valutazione considera il rischio per vite umane, proprietà e impatti economici derivanti da piogge, alluvioni, mareggiate e venti; al contrario, la scala Saffir-Simpson considera solo il vento massimo.
L’approdo a terra come uragano maggiore diventa sempre più probabile in Giamaica o, quantomeno, un impatto diretto con la prevista eyewall intensa del sistema. Si anticipano effetti catastrofici e pericolosi per la vita in Giamaica a causa di inondazioni, smottamenti, mareggiate e raffiche in grado di causare blackout diffusi. A questi livelli, strade possono essere spazzate via e le infrastrutture risultare gravemente danneggiate, con tempi di ripristino di settimane o mesi.
Le acque eccezionalmente calde, profonde per centinaia di piedi, agiranno come carburante per Melissa. Le acque più calde del bacino Atlantico si trovano nel cuore dei Caraibi, esattamente sul tracciato della tempesta. Un rapido salto fino alla Categoria 5 non è da escludere questo fine settimana.
Il moto lento della tempesta – poi uragano maggiore – implica molte ore di piogge battenti, venti violenti e moto ondoso erosivo prima dell’approdo in Giamaica previsto per le prime ore di martedì.
Un piede di pioggia o più potrebbe causare alluvioni catastrofiche su porzioni di Giamaica, Cuba, Haiti e Repubblica Dominicana, in base all’esatta traiettoria di Melissa. Le comunità lungo il percorso devono prepararsi a impatti potenzialmente devastanti.
Le precipitazioni di Melissa hanno il potenziale di innescare piene improvvise e frane lungo i rilievi ripidi, fino a trascinare via strade e ponti. Ampie aree sono previste ricevere da 30 a 60 cm di pioggia (12–24 pollici), con accumuli superiori localmente. Il valore massimo per Giamaica, Cuba e Haiti è di circa 127 cm (50 pollici). Quantitativi di questa grandezza trasformano torrenti e ruscelli sui fianchi dei monti in fiumi in piena estremamente pericolosi.
Impatto atteso sul territorio tra Giamaica, Cuba e Haiti
L’insieme di vento estremo, piogge prolungate e mareggiata espone le coste della Giamaica, l’Est di Cuba e Haiti a inondazioni su piane costiere, lagune e basse pianure alluvionali. Le interruzioni di corrente sono probabili su larga scala, con possibili danni strutturali a edifici, reti viarie e servizi essenziali.
Perché le condizioni favoriscono un’esplosione di intensità
La combinazione di acque superficiali molto calde nel Mar dei Caraibi, contenuto di calore oceanico elevato fino a decine di metri di profondità, wind shear in calo e umidità abbondante crea un ambiente ideale per la rapida intensificazione. In tali contesti, gradienti di pressione più marcati e un core convettivo più simmetrico alimentano raffiche sempre più distruttive e mareggiate più imponenti.
Tempistiche e traiettoria previste
Il sistema prosegue verso Ovest-Nordovest sui Caraibi centrali, interagendo con la Giamaica tra fine weekend e martedì mattina, per poi avvicinare l’Est di Cuba e le coste di Haiti successivamente. La lentezza dell’avanzamento prolunga l’esposizione a piogge torrenziali, venti e onde su più cicli di marea, aggravando l’erosione costiera e le inondazioni.
Il seguito e l’Europa
La traiettoria degli uragani oceanici quest’anno è verso l’Europa. Ne ha fatto le spese l’arcipelago delle Azzorre, e la stagione non è ancora finita con questo potente uragano. Non ci sono previsioni certe, ma le correnti potrebbero trascinarlo verso l’Europa come uragano che diventerà quasi sicuramente extratropicale.
Credit: (METEOGIORNALE.IT)

