Siamo all’inizio di una fase meteo di stampo tardo estivo. Ma quello che è sicuro è che questo vasto anticiclone non durerà ovviamente in eterno. Andiamo a vedere tre principali scenari. I primi due sono due run diversi del modello americano GFS. L’altro invece è quello europeo ECMWF. Le piogge sono per i prossimi 10 giorni. Ecco che cosa è emerso.
Il primo modello
Secondo le elaborazioni del modello statunitense GFS, i prossimi dieci giorni saranno piuttosto dinamici dal punto di vista delle precipitazioni. La mappa che rappresenta la somma delle piogge attese mostra chiaramente come gran parte della Penisola potrebbe vivere giornate col tempo piuttosto variabile ma non troppo perturbato.
Si nota in maniera chiara che le aree più colpite sarebbero tutto l’arco alpino e la dorsale appenninica. In questo caso, mancherebbero fronti molto organizzati e le precipitazioni sui rilievi sarebbero dovute a cali di pressione in quota.
Primo scenario: temporali quasi solo sui rilievi (fonte: WxCharts)
Il secondo scenario
Sempre del modello americano, ma stavolta con un incipit diverso. A distanza di 18 ore da un Run all’altro, difatti, è emerso che una perturbazione più organizzata riesca a penetrare in Italia. Sarebbero sempre precipitazioni diffuse solo in alcune aree, stavolta a nord del Po. Questo vuol dire che città come Milano, Torino e Verona dovrebbero ricevere una buona dose d’acqua.

La terza opzione
Per concludere, ECMWF si discosta notevolmente da quello americano. L’elaborazione del centro di Reading conferma la possibilità di intense e diffuse piogge al settentrione e in alcune aree della Toscana. Questo vuol dire che le precipitazioni sarebbero più intense anche per alcune regioni che secondo l’altro modello sarebbero l’asciutto.

Nuove considerazioni
Quando pioverà al Sud?
Per adesso nessun modello vede precipitazioni diffuse al meridione. Bisognerà aspettare ancora prima di avere tanta acqua laddove serve maggiormente. Purtroppo, l’estate 2025 non è stata iper arida. Ma comunque non è stata capace di riportare piogge diffuse al Mezzogiorno.
Quale dei due modelli avrà la meglio?
Al momento è prematuro fornire una risposta definitiva. L’evoluzione dipenderà soprattutto dalla capacità dell’alta pressione di resistere al famoso flusso atlantico. Se l’anticiclone riuscirà a mantenere una certa stabilità, lo scenario con piogge solo occasionali sui rilievi sarà quello più possibile. Se invece l’alta pressione dovesse cedere più facilmente, allora le piogge sarebbero più democratiche, per lo meno dal Lazio in su.
Quando parte l’autunno vero?
Quando arrivano le famose tempeste equinoziali. Le correnti atlantiche iniziano a farsi più incisive, ma spesso nelle ultime annate trovano ancora la resistenza dell’anticiclone subtropicale, che non sempre lascia campo libero. Per questo motivo, anche piccole variazioni nei modelli possono portare a conseguenze molto diverse nelle tendenze meteo quotidiane. Per adesso quindi dobbiamo aspettare che i vari modelli si possano allineare per dare una previsione più certa.
Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo.
