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Gelo estremo alle alte latitudini: possibili sorprese per l’Italia

Davide Santini di Davide Santini
25 Set 2025 - 12:15
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) In questo articolo andiamo ad analizzare le dinamiche meteo del Polo Nord. Ma cosa ci interessa? Tanto. All’apparenza potrebbe essere qualcosa di remoto. E invece risulta utile a capire quello che potrebbe succedere nei prossimi periodi. Presto scopriremo cosa potrebbe succedere in Europa e ovviamente in Italia nei prossimi mesi.

 

Un’analisi generale

Alle altissime latitudini le temperature hanno iniziato a calare in modo marcato e costante. È arrivato l’inverno, quello vero. Non si tratta, però, di un evento eccezionale. Se confrontiamo i valori attuali con quelli registrati nel trentennio 1979-2000, emerge che l’aria artica è tuttora più mite della media.

 

Purtroppo, la zona artica è un hotspot climatico. Stiamo parlando di un’area dove il Global warming Galoppa di più rispetto ad altre zone. A titolo informativo, il ghiaccio marino ha toccato il suo minimo annuale lo scorso 10 settembre.

 

Ciò sta a significare che da due settimane esatte i ghiacci si stanno espandendo. Questo è assolutamente normale e Anzi dobbiamo auspicare che aumentino ulteriormente. Alla luce di quanto esposto fino ad adesso, può sembrare strano si tratta comunque di una fase cruciale. Perché ha effetti che non si fermano all’Artico ma si ripercuotono su tutto l’emisfero settentrionale, in particolare sul clima europeo.

 

Ripercussioni in Europa

Una volta fatta l’introduzione nelle zone polari, quello che ci interessa è se tali masse gelide possano prima o poi raggiungere anche le nostre latitudini. La risposta è Ovviamente sì. Ma molto attenuate. Per adesso, il grande freddo rimane molto lontano.

 

Ma può essere anche piuttosto eccezionale. Un esempio evidente è arrivato dall’Islanda, dove si è verificata una nevicata precoce, in netto anticipo rispetto agli ultimi anni. Guardando invece altro, il Canada artico e parte della Groenlandia hanno vissuto un’ondata di caldo fuori stagione, mentre la Siberia settentrionale è sprofondata in una gelida irruzione. Insomma la solita estremizzazione climatica. Ci sono zone fortemente anomale in un senso e nell’altro.

 

Inverno freddo?

La domanda è un po’ elementare. Nel senso che bisognerebbe specificare dove e quando. Ciò che abbiamo appena spiegato nel precedente paragrafo non significa automaticamente che l’inverno 2025-2026 sarà più rigido del normale.

 

L’andamento della stagione fredda dipende infatti da complessi meccanismi: gli esperti li chiamano “indici atmosferici”. Entrare troppo in dettagli tecnici. Le anomalie che sono presenti a livello oceanico e continentale potranno condire tutti gli elementi del prossimo inverno.

 

Le stagioni ai tempi del riscaldamento globale

Puntualmente, dobbiamo specificare una cosa molto importante. Il fatto che il ghiaccio torni a formarsi non è affatto in contraddizione con il riscaldamento globale. Il trend di fondo rimane quello di un riscaldamento planetario attribuito quasi esclusivamente all’attività umana. E non lo diciamo noi, ma lo dice l’IPCC.

 

Negli ultimi cento anni la temperatura media terrestre è aumentata di circa 1,5 gradi, un incremento sconcertante se confrontato con i lenti cambiamenti che hanno caratterizzato i cicli glaciali, sviluppatisi su scale di migliaia di anni. Quelle sì indotte non da forzanti umane. Quello che possiamo dire è che avremo sicuramente una stagione dalle caratteristiche invernali. Ma con temperature quasi sicuramente ben al di sopra della media tipica di qualche decennio fa.

 

FAQ

Perché il Polo Nord influenza anche l’Italia?
Perché le dinamiche atmosferiche artiche condizionano l’intero emisfero settentrionale, inclusa l’Europa e quindi l’Italia.

I ghiacci artici stanno aumentando o diminuendo?
Stanno aumentando in questo periodo, ma il trend di lungo termine è di riduzione a causa del riscaldamento globale.

Un inverno rigido in Europa significa che il riscaldamento globale è falso?
Assolutamente no. Il riscaldamento globale è un trend di lungo periodo, mentre un singolo inverno può presentare oscillazioni naturali.

Cos’è un indice atmosferico?
È un parametro che misura particolari configurazioni del clima, utile a comprendere e prevedere l’andamento stagionale.

Perché l’Artico si riscalda più velocemente di altre zone?
Perché è un hotspot climatico, dove i meccanismi di feedback amplificano il riscaldamento.

Cosa significa che i ghiacci hanno toccato il minimo annuale?
Che ogni anno, a settembre, i ghiacci raggiungono la loro estensione più bassa prima di iniziare a crescere di nuovo.

Le nevicate precoci in Islanda sono un segnale di inverno più freddo?
Non necessariamente: sono un episodio locale, non un indicatore certo del clima europeo.

Come si spiegano le anomalie contrapposte tra Siberia, Groenlandia e Canada?
Sono effetti tipici dell’estremizzazione climatica, con forti differenze anche a breve distanza.

Quanto è aumentata la temperatura media della Terra?
Circa 1,5 gradi negli ultimi cento anni.

Cosa prevede l’IPCC sul futuro climatico?
Che il riscaldamento globale continuerà, con conseguenze importanti sugli ecosistemi e sulle società umane.

  (METEOGIORNALE.IT)

CREDIT

    • NOAA National Snow and Ice Data Center
    • NASA Earth Observatory – Arctic Sea Ice Reaches Annual Low
    • NOAA Climate
    • Journal of Climate – Arctic Oscillation Research
    • Nature Climate Change
    • International Journal of Climatology
    • British Antarctic Survey
    • Arctic Science Journal
    • IPCC
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Tags: cambiamento climaticoclima europaestremizzazione climaticaghiacci articiindici atmosfericiinverno italiaIPCCmeteo articoPolo Nordriscaldamento globale
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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