
(METEOGIORNALE.IT) Vi siete mai chiesti perché la maggior parte delle perturbazioni vengono da ovest? I peggioramenti meteo più intensi hanno quasi tutti un asse di inclinazione da sud-ovest verso nord-est. Per lo meno in autunno.
Il flusso zonale
Questo moto ordinato di correnti, prevalentemente occidentali, funge da nastro trasportatore delle perturbazioni che raggiungono l’Europa, compresa l’area mediterranea. Ma non è tutto. Un altro fattore fondamentale per una buona stagione autunnale è la depressione d’Islanda. Rappresenta al suolo una bassa pressione che si muove in maniera casuale ma non si allontana mai tantissimo dalla zona Islandese. Per motivi tecnici, che non staremo qui a spiegare, manovra il regime pluviometrico europeo.
Da un lato, richiama correnti più miti dalle medie latitudini; dall’altro, attira verso di sé flussi freddi di origine artica. La loro interazione genera un mix continuo, per dirla in parole povere una sorta di carburante della depressione, che a sua volta favorisce la nascita di sistemi frontali. Da qui poi partono tutte le grandi azioni piovose dei prossimi mesi.
Nascono le perturbazioni
Dalla zona Islandese partono dei rami che si allungano verso la penisola italiana, si chiamano saccature. La variazione di pressione, il cambiamento delle Correnti in quota, l’aria più fredda che arriva è quella più calda preesistente. Tutto questo mette in moto i fronti che dominano la stagione autunnale.
Ma perché a volte Le previsioni sono sbagliate?
Nonostante i modelli meteo abbiano fatto passi in avanti veramente da gigante, ci sono delle volte dove le precipitazioni vengono viste solamente al limite. Sussistono quindi situazioni in cui l’evoluzione si rivela più incerta di altre. Ecco perché gli esperti parlano di bassa attendibilità di un evento meteo.
Non dobbiamo ogni volta guardare l’applicazione sul telefonino e leggere tutti i millimetri di pioggia e a che ora cadranno. C’è sempre un margine di incertezza, talvolta anche piuttosto ingente in estate al Nord e in autunno altrove.
Perché è fondamentale l’autunno?
È una stagione di transizione. Ma è assolutamente fondamentale per rimpinguare le riserve idriche in molte regioni italiane. Sì è vero, buona parte del Nord viene da un’estate abbastanza piovosa. In alcuni casi straordinariamente piovosa, come in Veneto.
Ma ciò non toglie che una buona fetta di paese è in deficit idrico. In alcuni casi oramai da mesi e mesi. Ecco perché è fondamentale che in autunno piova e lo faccia magari bene. Non ha senso che cada tutto il quantitativo di pioggia mensile in poche ore e poi non piove per tre settimane.
Le fasi meteo perturbate devono essere continue e ben alternate a periodi asciutti. Ma sappiamo che in periodi di estremizzazione climatiche questo avviene sempre meno di frequente. (METEOGIORNALE.IT)
