La formazione e crescita della grandine è un processo complesso che, in presenza di sabbia sahariana e durante le ondate di calore africano, trova un contesto particolarmente favorevole.
Ruolo della sabbia del Sahara
La polvere sahariana agisce come nucleo di condensazione ghiacciata (ice nucleus), fornendo una superficie solida su cui le goccioline d’acqua sopraffusa possono cristallizzare e trasformarsi in ghiaccio. Senza questi nuclei, l’acqua potrebbe restare liquida anche a temperature ben inferiori a 0 °C, ritardando o limitando l’avvio del processo di congelamento.
Effetto delle ondate di calore africano
Le masse d’aria molto calda provenienti dall’Africa creano un ambiente con forte instabilità atmosferica. L’aria calda e umida al suolo si scontra con aria più fredda in quota, innescando correnti ascensionali potenti. Questa condizione aumenta:
- la quantità di energia disponibile, poiché l’aria calda può trattenere più vapore acqueo, il “carburante” del temporale;
- la velocità delle correnti verticali, che nei casi estremi possono raggiungere 30-40 m/s, mantenendo i chicchi sospesi più a lungo e favorendone l’accrescimento.
Processo di accrescimento
- Nucleazione – La sabbia sahariana facilita la formazione del primo cristallo di ghiaccio.
- Accrescimento per accrezione – Il chicco viene trasportato verso l’alto e verso il basso più volte all’interno del cumulonembo dalle correnti ascensionali, accumulando strati successivi di ghiaccio.
- Cicli multipli – Più intensa è la corrente ascensionale, più numerosi sono i cicli di salita e discesa e maggiore diventa la dimensione finale del chicco.
La combinazione tra abbondanti nuclei di condensazione (sabbia) e energia atmosferica elevata (calore africano) crea così le condizioni ideali per la formazione di grandine di grandi dimensioni e con frequenza più elevata, specialmente durante i temporali estivi intensi in Italia e in altre aree d’Europa.
