
(METEOGIORNALE.IT) Molti dei nostri lettori ci chiedono quando finirà questa fase meteo bollente. In questo articolo cercheremo di capire se si scrutano i segnali di una vera e propria rottura dell’estate. Vediamo i modelli a lungo periodo.
Nel breve periodo
Ancora per diversi giorni l’Italia sarà in gran parte sotto l’enorme cupola subtropicale, che garantirà condizioni di stabilità atmosferica quasi assoluta e temperature molto elevate. Ma perché abbiamo utilizzato l’avverbio quasi? Semplice. Nonostante la predominanza di questo scenario meteo bollente, non mancheranno piccole eccezioni. Parliamo ovviamente delle zone montuose, dove potranno scoppiare improvvisi temporali di calore.
Un anticiclone con molti buchi
All’interno delle norme cupola di alta pressione ci saranno, permettetemi il termine, delle vere e proprie “fessure” o se preferite dei buchi. Si tratta di piccole zone con una quota di geopotenziale leggermente più bassa delle restanti aree che compariranno qua e là. Questa è la novità di questo promontorio.
A differenza di quanto accaduto nel mese di giugno e luglio, dove il sole era implacabile per tutti, stavolta il caldo sarà molto pesante ma ciò non impedirà la formazione di diversi temporali. Ricordo che saranno capaci di nascere rapidamente nel pomeriggio e di scaricare piogge intense in tempi brevi.
Le giornate
A partire da lunedì e soprattutto dalla giornata di martedì, ecco che i primi temporali fanno la loro comparsa soprattutto sulle Alpi, specie nelle ore centrali della giornata e nelle prime ore della sera. A metà settimana, tra mercoledì e giovedì, riusciranno pure a interessare le zone interne di Sardegna e Sicilia. Questi episodi, giova a ricordarlo, avranno un carattere isolato e localizzato, e non saranno assolutamente indicativi di un vero e proprio cambiamento della stagione.
E la crisi dell’estate?
Non si vede. Si vedono in compenso temporali anche di una certa intensità che porteranno refrigerio locale. Ma, tra alti e bassi, il caldo continuerà parecchio. Le elaborazioni meteo più recenti indicano infatti che, verso il 18-19 agosto, il flusso perturbato di origine atlantica potrebbe abbassarsi di latitudine.
Coinvolgerebbe molto bene l’Europa centro-occidentale sarebbero i primi segnali di un decadimento generalizzato della stagione. Ma attenzione. È ancora impossibile dare per certo Questo cambiamento e men che meno provare a dire dove e quando pioverà.

Ma se accadesse…
Se questa tendenza dovesse trovare conferma (e lo vedremo nei prossimi aggiornamenti meteo), l’Italia potrebbe assistere all’inizio di una fase più instabile. Sarà la rottura estiva definitiva? Tale peggioramento potrebbe comportare un calo termico marcato, accompagnato dal ritorno di temporali diffusi, piogge abbondanti, locali nubifragi e magari pure grandinate.

Una precisazione importante
Giova ricordare a tutti che un’eventuale flessione delle temperature e un incremento dell’instabilità atmosferica verso la fine del mese non significherebbero necessariamente la conclusione definitiva della stagione estiva. Basta vedere che cosa è successo negli ultimi anni.
Settembre, specie nella sua prima parte, può ancora riservare giornate molto calde e fasi di alta pressione anche durature, magari con calori che si protraggono oltre la metà del mese. E addirittura in casi estremi anche a inizio ottobre, come è successo nel 2011 e nel 2023. Certo, non parliamo di giornate con canottiere e pantaloncini, ma di certo non giorni da giacche e sciarpe.
Cosa possiamo dire
Alla luce di quanto Esposto in questo articolo, i prossimi giorni saranno caratterizzati da un’estate ancora ben salda. Eventuali temporali di calore non cambiano la solfa. Sole e caldo molto al di sopra delle medie saranno i compagni di viaggio ancora per diversi giorni.
Resta comunque la possibilità che, anche dopo un eventuale peggioramento ancora tutto da confermare, si aprano nuove parentesi di bel tempo. Per essere sicuri che il caldo estivo non torni più bisognerà attendere almeno ancora tre settimane…
Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. Inoltre, i collaboratori si sono basati su dati e analisi riportati da AccuWeather e Weather.com. (METEOGIORNALE.IT)
