
(METEOGIORNALE.IT) Parliamo ancora una volta della fine del caldo. Ma stavolta a livello probabilistico e tecnico. È vero che le condizioni meteo subiranno un deciso cambiamento. Ma è pur vero che diversi modelli vedono cose un po’ diverse.
Quelle più quotate
Le elaborazioni meteo provenienti dal modello del Centro Europeo ECMWF, uno dei più affidabili e utilizzati a livello internazionale, si basano su un sistema di calcolo che prende in esame diversi scenari atmosferici. Statisticamente, si prendono diverse condizioni iniziali e le si fa elaborare in cluster.
Analizzando successivamente, si nota come già dalla prossima settimana la circolazione atmosferica dovrebbe subire un cambiamento significativo. Il flusso principale sembra orientarsi verso una configurazione dominata da correnti occidentali. Ma che cosa ne comporterà? Lo analizziamo subito.
Fino a martedì nessun cambiamento
In realtà, già a partire da lunedì 18 il progressivo ingresso del flusso atlantico dovrebbe erodere loro ormai arcinota figura di alta pressione su tropicale. L’aria proveniente dall’oceano tenderà a sovrapporsi e a interagire con una vasta circolazione ciclonica localizzata sulla penisola scandinava. Un minimo di bassa pressione in quota dovrebbe accingersi verso l’Italia. Se in una prima fase poteva colpirci in pieno, nei successivi ricalcoli si è evidenziato che ci interesserà più marginalmente.
Comunque il caldo se ne va
Non sembra trattarsi di un episodio passeggero. Ma forse dell’avvio di una fase che potrebbe prolungarsi fino alla fine del mese. Restano però margini di incertezza, soprattutto a partire dal 25-26 agosto. Ritornerà una robusta fase di alta pressione o no? Per adesso propendiamo di più per il sì. È chiaro che dopo un lungo periodo caratterizzato da caldo africano è facile che quest’ultimo ritorni anche se in maniera meno intensa.

In arrivo i Westerlies
Chi mastica un po’ di meteorologia conosce che cosa sono. Le correnti occidentali sono quelle che tendenzialmente risultano miti e dal tempo incerte ballerino. Questo vuol dire che potremmo assistere all’alternanza tra fasi più stabili e calde, legate al passaggio di curvature anticicloniche, e momenti invece più instabili e freschi.
È vero che ci saranno comunque largo spazio al sole. Ma è pur vero che non vi siano le condizioni favorevoli per l’innesco di nuove e durature ondate di calore. Il contesto atmosferico, infatti, dovrebbe risultare più dinamico e meno statico. Difficile in questi casi avere anticicloni permanenti.
Belle notizie quindi
Questo tipo di configurazione meteo, oltre a riportare le temperature verso valori più consoni alla stagione, potrebbe fornire anche precipitazioni generose, anche se ancora molto irregolari Per quanto riguarda la loro distribuzione. Agosto, soprattutto nella sua parte finale, è spesso caratterizzato da eventi temporaleschi ancora di una certa intensità.
Sia perché L’atmosfera è calda, sia perché i mari ribollono e quindi questo mix può essere anche piuttosto pericoloso. Concludiamo l’articolo dicendo che, oramai, il caldo estremo visto i giorni scorsi sarà davvero presto un ricordo e lo rivedremo nel 2026.
Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. Inoltre, i collaboratori si sono basati su dati e analisi riportati da AccuWeather e Weather.com. (METEOGIORNALE.IT)
