
(METEOGIORNALE.IT) Siamo stati per giorni sotto un intenso Dome di calore. È un termine meteo molto utilizzato per indicare una cupola anticiclonica di estrema potenza. Ne avevamo parlato in questo nostro articolo. Ma adesso tutto sta per finire.
I primissimi segnali
Già da alcuni giorni però si stanno vedendo segnali netti di cedimento dell’anticiclone. A partire dal 13 agosto si osservano temporali con grande frequenza anche se in maniera estremamente irregolare. Da giorni, di fatti, in quota si sviluppa una piccola area di bassa pressione che favorisce la nascita di fenomeni temporaleschi, soprattutto lungo l’arco alpino e lungo la dorsale appenninica.
Non c’è ancora il vero refrigerio
Nonostante ciò, giova ricordare che tali manifestazioni temporalesche, per quanto localmente anche intense e accompagnate da grandine o raffiche di vento, non risultano sufficienti a garantire un vero e proprio abbassamento delle temperature.
La loro natura è infatti circoscritta e transitoria, inserita comunque all’interno di un contesto dominato da un anticiclone subtropicale ancora molto vigoroso e resistente. Si potranno abbassare la temperatura di un po’ di gradi. Ma dopo qualche ora tutto torna come prima.
Primo cambiamento
A cominciare da lunedì 18 ecco il primo cambiamento. In questa fase, correnti più fresche di origine nord-orientale cominceranno a infiltrarsi lungo il margine destro del promontorio anticiclonico subtropicale. Stiamo godendo di una prima timida rinfrescata. Le temperature sono scese di qualche grado e stanno tornando nelle medie. Qualche temporale più diffuso si è visto nelle zone orientali ma non è ancora il colpo di grazia al caldo.
Ecco quando finisce tutto
Manca poco. Una profonda saccatura atlantica riuscirà finalmente a sfondare nel cuore dell’Europa. Questa nuova configurazione meteo sarà attorno al 22 agosto. L’aria più fresca e instabile proveniente dall’oceano riuscirà a insinuarsi sul continente, scalzando la bolla subtropicale! Ma ci potrebbe essere il rovescio della medaglia.
I temporali che caratterizzeranno i prossimi giorni potrebbero risultare particolarmente intensi e localmente l’intensità estrema. L’enorme quantità di energia accumulata nell’atmosfera, sotto forma di calore e umidità, rappresenta una vera e propria miccia per lo sviluppo di fenomeni violenti. Non rimarremo stupiti se ci fossero manifestazioni davvero severe, con precipitazioni abbondanti in poco tempo, chicchi di grandine di dimensioni anche grosse e raffiche di vento impetuose (i celebri downburst).
Quali sono i temporali più pericolosi?
Spesso quelli più severi sono proprio i temporali isolati che precederanno l’arrivo della saccatura atlantica. Si chiamano prefrontali e son quelli che godono della maggiore energia disponibile. Permetteteci la metafora. In questa fase l’atmosfera sarà come una polveriera pronta a esploder. Una sorta di pentola a pressione.
La minima scintilla sarà sufficiente per dare origine a violenti moti convettivi. Tali fenomeni potrebbero verificarsi in maniera improvvisa e con intensità anche molto elevata. Poi, i temporali frontali, saranno comunque di una certa intensità, ma avranno decisamente meno energia perché una porzione di caldo se ne sarà già andata. (METEOGIORNALE.IT)
