
(METEOGIORNALE.IT) L’uragano Erin condizionerà parecchio il meteo dei prossimi giorni. In questo articolo cerchiamo di capire come è possibile che un ciclone extratropicale possa condizionare il tempo e soprattutto come potrebbe evolvere nel nostro paese.
Un’anteprima
Avevamo detto in questo nostro precedente articolo che le simulazioni dei modelli meteo non fornissero indicazioni abbastanza solide. Non a caso, la distribuzione geografica delle aree di alta e bassa pressione non appariva delineata con sufficiente chiarezza da permettere previsioni concrete.
Sappiamo di per certo che ci si troverà comunque in un contesto atmosferico più dinamico rispetto a quello tipico delle lunghe ondate di calore, e proprio questa dinamicità rendeva poco probabile l’arrivo di nuove e durature fiammate africane. Se dovessero arrivare sarebbero semplicemente dei richiami prefrontali.
La sua traiettoria
Nel corso dei prossimi giorni la traiettoria di Erin sarà diretta verso nord-est, con la prospettiva di venire progressivamente inglobato dal flusso zonale. Per chi non lo sapesse, stiamo parlando di una sorta di nastro di correnti occidentali che domina le medie latitudini e che condiziona il tempo praticamente su tutta Europa.
Rimarchiamo subito il seguente concetto. Non c’è niente di anomalo. Questo tipo di percorso è tipico per gli uragani che, una volta abbandonate le acque più calde, perdono le proprie caratteristiche tropicali e si trasformano in cicloni extratropicali. E soprattutto chiariamo ancora di più la seguente cosa. Non arriverà nessun uragano in Europa e ovviamente meno in Italia! Chi lo afferma di prende semplicemente in giro…

Le tempistiche
Lunedì 25 dovrebbe agganciare il getto attorno alla depressione d’Islanda. È però opportuno sottolineare che esistono ancora margini di incertezza non trascurabili. C’è uno scenario però che merita attenzione. Se l’uragano venisse agganciato dalla depressione, potremmo avere come conseguenza conseguenza la formazione di una saccatura più estesa e incisiva. Si tratterebbe di una perturbazione non particolarmente ampia, ma comunque capace di inserirsi nel Mediterraneo occidentale. Insomma portare un’altra fase di maltempo, soprattutto al Settentrione.
Concludiamo dicendo che…
Un aspetto che merita di essere evidenziato è la possibilità tutt’altro che remota che uragani atlantici possano modificare (e talvolta stravolgere) la circolazione atmosferica europea durante la fine dell’estate. Sappiamo che sono piccoli in confronto alle grandi manovre atmosferiche europee.
Inoltre, pur nascendo in regioni lontane, spesso diventano determinanti nella modulazione delle correnti alle medie latitudini. Una volta trasformati in cicloni di stampo extratropicale possono interagire con le grandi depressioni oceaniche (che ci sono tutto l’anno nell’alto Atlantico) e alterarne la traiettoria o l’intensità. Volendo vedere, il bello della meteorologia e anche questa.
Nota di margine
Il nostro team di esperti ha redatto l’articolo consultando gli autorevoli scenari del modello ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) e confrontandoli con quelli emessi da Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. Inoltre, i collaboratori si sono basati su dati e analisi riportati da AccuWeather e Weather.com. (METEOGIORNALE.IT)
