Gli indici teleconnettivi e le temperature superficiali degli oceani ci suggeriscono un clamoroso cambio di passo dell’evoluzione meteo-climatica dei prossimi anni, che rischia di avere un impatto davvero forte sull’Europa. Non parliamo dei “soliti” grandi nomi come “La Niña” e “El Niño”, la cui presenza comunque è determinante nello scacchiere barico mondiale. A loro si aggiunge un altro indice molto importante ma poco conosciuto, ovvero l’AMO.
L’AMO (Oscillazione Multidecennale Atlantica) è un indicatore delle temperature superficiali del Nord Atlantico, le quali variano molto lentamente nel corso dei decenni, passando fasi calde a fasi fredde e viceversa (ciascuna di questa fase può durare anche quasi 30 anni). Queste fasi sono causate dalle variazioni nella forza dell’AMOC, la circolazione oceanica che trasporta calore dai tropici verso nord. Un rallentamento di questa circolazione e la presenza del “blob freddo” a sud della Groenlandia suggeriscono una possibile transizione dalla fase calda (iniziata nel 1995) verso una futura fase fredda nei prossimi anni.

All’AMO si aggiunge la Niña
La Niña è la fase fredda dell’ENSO (El Niño–Southern Oscillation), caratterizzata da anomalie negative delle temperature nel Pacifico equatoriale.
In Europa occidentale tende a portare inverni più freddi del normale, soprattutto da novembre a gennaio, con precipitazioni maggiori sulle Alpi e potenzialmente più neve. Può favorire discese di aria artica verso il Mediterraneo, intensificando le nevicate al Nord Italia e condizioni instabili altrove. Inoltre, studi hanno evidenziato che la presenza di una La Niña ben definita migliora la predicibilità delle condizioni meteorologiche invernali in Europa, grazie alla modulazione più netta di NAO e pattern circolatori.
Interviene anche la QBO
La QBO è un’oscillazione biennale dei venti equatoriali stratosferici: alterna fasi con venti da ovest (westerly) e da est (easterly), con un periodo medio di circa 28–29 mesi.
Gli effetti sulla circolazione invernale includono:
- Fase easterly (QBO negativa): favorisce ricorrenti riscaldamenti stratosferici improvvisi, indebolisce il getto atlantico e porta a inverni più freddi e instabili nel Nord Europa e negli USA orientali.
- Fase westerly (QBO positiva): rafforza il getto atlantico e favorisce inverni più miti e umidi in Europa settentrionale, con anticiclone sulle Azzorre che regge sul Mediterraneo.
Inverni più rigidi in arrivo?
La combinazione di una possibile fase fredda dell’AMO, una La Niña persistente, e la fase positiva della QBO crea uno scenario climatico complesso per l’inverno europeo e italiano ed anche per le stagioni successive.
L’Europa andrebbe incontro ad un raffreddamento del tutto inaspettato fino a pochi anni fa, in controtendenza al riscaldamento globale. Sia chiaro, quest’ultimo non viene automaticamente annullato, ma solo “mascherato” temporaneamente in Europa da questo mix di fattori.
In Italia gli inverni potrebbero man mano diventare più freddi e anche più nevosi, mentre le estati potrebbero diventar più fresche, riavvicinandoci (a fatica) alle condizioni meteo tipiche delle nostre latitudini (quelle di una volta). Cambierebbero anche i “regimi di precipitazione”, ovvero le zone dove pioverà di più e dove pioverà di meno. Ad esempio l’Europa centro-settentrionale potrebbe veder molta meno pioggia, mentre il Mediterraneo diverrebbe più umido e piovoso in Inverno.
Le previsioni meteo sono realizzate sui dati emessi dai centri di calcolo ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS), opportunamente revisionati e analizzati dal nostro team di esperti.
