
(METEOGIORNALE.IT) Molti lettori e meteo appassionati avranno sentito sicuramente della famosa burrasca di fine estate. Non è un termine coniato a caso. Proprio nella parte centrale di agosto (alcuni la chiamano burrasca di Ferragosto) si attendeva con una certa regolarità l’arrivo della prima vera mazzata da KO all’estate.
Da cosa si originava
Fino agli anni novanta circa, il protagonista della scena atmosferica era quasi sempre l’Anticiclone delle Azzorre. Chiariamo subito il concetto. Anche un tempo esistevano periodi caldi, ma le ondate di calore risultavano più brevi, meno forti e frequenti.
L’estate raggiungeva il proprio apice da metà luglio alla prima metà di agosto. In quelle quattro settimane il caldo era comunque molto comune. Ma poi spesso e volentieri di colpo spariva. Era una profonda ferita e le temperature, dopo la terza decade di agosto, certamente non salivano più ai valori di luglio.
Ma cosa sta accadendo adesso?
La situazione meteo degli anni duemila è ovviamente molto diversa. La prima cosa che salta in mente sono le numerose e frequenti espansioni del promontorio subtropicale nordafricano, che si spinge fino al cuore dell’Europa (e ultimamente persino in Scandinavia!).
Oggi non si parla più di burrasche o di mazzata da fine estate. Preferiamo utilizzare il termine break estivo, oppure schiaffo all’estate. Ma cosa vuol dire? Al di là dei termini più o meno tecnici, è facile intuire che quando arriva un periodo di maltempo non è affatto detto che non possa ritornare il caldo.
Certo, è altamente improbabile che si torni a boccheggiare come fino a una settimana fa. Ma ciò non toglie che il periodo settembrino possa regalare temperature ben al di sopra delle medie.
Qualche esempio
Non è raro, infatti, che la soglia dei 30 venga raggiunta, e talvolta superata, anche in pieno settembre, e non solo un giorno. Oltretutto, di recente anche il tetto dei 35 è stato superato più e più volte. Roba che un tempo era praticamente impossibile.
Inoltre, anche per quanto riguarda il regime delle piogge ci sarebbe molto da dire. Un tempo le precipitazioni erano più regolari. Era difficile avere lunghissime pause asciutte per tutti. Eventuali situazioni di siccità potevano capitare per la cosiddetta ombra pluviometrica.
Tutti noi conosciamo cosa succede quando arriva il vento di favonio. È caldo e secco e non porta precipitazioni. Ma l’atmosfera rimane dinamica. Invece negli ultimi decenni è sempre più statica. E improvvisamente arrivano temporali violentissimi per qualche giorno. Per poi tornare tutto come prima.
Tutto questo per dire…
… Che l’estate non è certo finita. È ovvio che non partiremo più le temperature folli di alcuni giorni fa. Ma a settembre sa regalare condizioni meteo davvero estive. Per chi odia il caldo ci viene incontro il calendario. Per chi lo ama invece sa bene che è un periodo dove si possono fare ancora delle buone vacanze. (METEOGIORNALE.IT)
