(METEOGIORNALE.IT) Immaginate una massa d’aria che, spinta da una catena montuosa come le Alpi, viene costretta ad arrampicarsi lungo un versante. Durante l’ascesa la pressione atmosferica cala, le particelle di gas si allontanano fra loro e la temperatura diminuisce. Questo raffreddamento non dipende da scambi di calore con l’ambiente ma dall’espansione del volume d’aria stessa: ecco perché gli scienziati parlano di processo adiabatico. Per ogni chilometro di salita, l’aria secca perde in media circa 9,8 °C; se il vapore acqueo condensa, la quota di raffreddamento rallenta attorno a 6 °C a causa del calore liberato dalla condensazione.
Il viaggio, però, non finisce sulla cresta: varcato lo spartiacque, la massa d’aria ridiscende lungo il pendio opposto. Ora la pressione cresce, le molecole si comprimono e la corrente si riscalda di nuovo, sempre per via adiabatica. Poiché parte dell’umidità si è già trasformata in nuvole o precipitazioni durante la salita, l’aria in discesa diventa secca e più calda di quanto fosse alla stessa quota sul versante di partenza: nasce così il vento adiabatico discendente, noto in diversi angoli del pianeta con nomi locali evocativi.
Sui versanti settentrionali delle Alpi gli abitanti lo chiamano Foehn, lungo le Montagne Rocciose prende il nome di Chinook, mentre in California è celebre come Santa Ana. In tutti i casi, questa corrente secca e tiepida può far balzare i termometri di 15 °C in poche ore, sciogliendo la neve, essiccando il suolo e talvolta alimentando incendi boschivi. Nelle valli alpine un episodio di foehn illumina pomeriggi limpidi ma può creare stress alle colture vinicole; sulle praterie canadesi, un venticello chinook a gennaio fa fiorire i giardini e manda in confusione gli insetti.
Il meccanismo adiabatico, pur governato da leggi fisiche semplici, influenza la vita quotidiana. Gli allevatori dei Pirenei monitorano i gradienti di pressione per capire se un vento caldo spazzerà via l’umidità notturna, mentre gli ingegneri che progettano autostrade in alta quota studiano la turbolenza generata dall’accelerazione della corrente in discesa. Persino i piloti di aliante sfruttano queste onde d’aria secca per planare oltre i 6000 m, cavalcando la spinta invisibile che nasce dal contrasto fra gravità, compressione ed espansione.
Anche senza rendersene conto, chi vive in una vallata circondata da rilievi ha imparato a riconoscere l’arrivo di questa brezza: il cielo si fa terso, l’umidità scende bruscamente e un odore di resina, trasportato da quote più fresche, invade le strade del paese. È la firma di un fenomeno che collega microclima locale e circolazione planetaria, e che continua a sorprendere con la sua capacità di mutare in poche ore il volto di un territorio.
Credits (METEOGIORNALE.IT)
- American Meteorological Society – Glossary of Meteorology: Adiabatic Process
- NOAA National Weather Service – JetStream Online School
- Met Office (United Kingdom) – Weather Explained: Föhn Wind
- Royal Meteorological Society – Understanding Foehn
- NASA Earth Observatory – Downslope Winds Fan Western Fires




