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Meteo e ghiacciai. Il Calderone in Abruzzo, e i ghiacciai della Corsica

Andrea Meloni di Andrea Meloni
27 Lug 2025 - 08:28
in A La notizia del giorno, Cambiamento climatico
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(METEOGIORNALE.IT) Molto spesso si parla di ghiacciai alpini che sono in sofferenza a causa delle altissime temperature che si registrano durante la stagione estiva. Ovviamente, chi non va a visitare queste località ha una percezione diversa, alimentata da una serie di fake news che coloro che contrastano la teoria del cambiamento climatico diffondono soprattutto nei social network. Parliamo di un ghiacciaio che si trova nell’Italia centrale: il Calderone. Questo ghiacciaio, ormai, non è più definibile tale; infatti, da circa 25 anni è stato declassato a glacionevato.

 

In poche parole, il ghiacciaio non esiste più: ciò che è presente è un misto di neve in fusione, ovvero di ghiaccio misto a terriccio, che sta gradualmente, ogni anno, perdendo volume.

Ovviamente, ci sono delle fluttuazioni annuali che dipendono dall’entità delle nevicate che si verificano durante la stagione invernale e che ritardano quindi lo scioglimento dello strato che un tempo era ghiacciaio.

 

Ebbene, alla stessa latitudine abbiamo dei nevai che hanno avuto una sorte ancor peggiore: in Corsica, infatti, da circa vent’anni, ormai, i nevai si fondono praticamente completamente. Questo poi dipende anche dall’entità delle nevicate invernali, perché in alcuni anni attorno al Monte Cinto si verificano nevicate impressionanti, anche maggiori rispetto a quelle che possiamo osservare, ad esempio, sull’Arco alpino, essendo la Corsica in prima fila alle correnti oceaniche e, soprattutto, una montagna così elevata vicino al mare che favorisce abbondantissime precipitazioni.

 

Eppure, questa zona ha un altro problema: quello delle altissime temperature derivanti dalle ondate di calore che, soprattutto sul bacino occidentale del Mediterraneo, portano temperature molto alte in quota, ed ecco che quindi la neve tende a sciogliersi. La neve, il ghiaccio e i ghiacciai che un tempo ricoprivano le zone sotto le vette, soprattutto all’ombra dei monti più elevati della Corsica, non sono più ghiacciai gemelli del Calderone, che erano i più meridionali d’Europa.

 

Chi vive in città ed in pianura, lontano da queste montagne, non ha un’idea di questo fenomeno, non conosce la variazione nevosa che si verifica in alta quota, inoltre non esistono delle stazioni di rilevamento della quantità di neve che cade su queste montagne.

 

Ho citato la Corsica perché fa parte della regione geografica italiana, anche se è territorio francese, ma soprattutto perché è un’isola del Mar Mediterraneo, e parlare di un ghiacciaio che fino alla fine degli anni Novanta era presente fa, a mio avviso, notizia. Ora qualcuno anni recenti l’ha scritto perché non si dimentichi.

 

Purtroppo, negli ultimi anni, anche in Corsica, sui monti, ovviamente, si stanno verificando delle situazioni meteo estremamente anomale, e le poche stazioni sciistiche, anche qui, soffrono di scarse precipitazioni nevose, soprattutto nel culmine del periodo freddo, mentre in altri anni, invece, vedono nevicate abbondantissime. La variabilità climatica è molto forte da queste parti; tuttavia, però, la vicinanza dell’Oceano Atlantico favorisce ancora precipitazioni, e in Corsica in alta quota nevica abbondantemente in territori totalmente disabitati. La Corsica è ai margini delle regioni della Francia, fa parte della regione climatica italiana, ma non ne parliamo anche per la diversità di lingua parlata. (METEOGIORNALE.IT)

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Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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