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Lโespansione del Sahara รจ realtร
Gli studi condotti dal National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) e pubblicati anche sul Journal of Climate hanno confermato che il Sahara si sta effettivamente espandendo. Tra il 1920 e il 2013 ha guadagnato circa 10% della sua superficie, soprattutto verso il Sahel e anche in direzione nord, coinvolgendo marginalmente aree del Marocco, dellโAlgeria settentrionale e persino influenzando i confini meridionali del Mediterraneo.
Questa espansione non รจ solo geografica ma anche climatica: il deserto non avanza solo come territorio, ma spinge la sua influenza termica e atmosferica ben oltre i propri confini, con effetti anche sulle dinamiche delle correnti occidentali e del getto polare.
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Il blocco delle perturbazioni atlantiche in Autunno
Durante i mesi di SETTEMBRE, OTTOBRE e NOVEMBRE, lโOceano Atlantico diventa la principale fonte di perturbazioni per lโEuropa meridionale. Queste perturbazioni sono essenziali per portare piogge dopo lโestate e ricaricare le risorse idriche. Tuttavia, una massa dโaria calda e secca proveniente dal Sahara, se particolarmente estesa e persistente, puรฒ formare unโarea di alta pressione subtropicale, capace di bloccare lโingresso delle perturbazioni atlantiche.
Questi blocchi sono noti come anticicloni di blocco e sono in grado di deviarle verso nord, coinvolgendo la Francia settentrionale, il Regno Unito, il Benelux e persino la Scandinavia, lasciando invece a secco Italia, Spagna, Grecia e il Maghreb.
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Le conseguenze meteo per lโEuropa e il Mediterraneo
Il risultato di questo blocco puรฒ essere duplice. Da un lato si rischiano lunghi periodi di siccitร , come giร accaduto in passato nel bacino del Po o nella Pianura Andalusa, con ripercussioni sullโagricoltura, sulla disponibilitร dโacqua e sullโintero sistema ambientale. Dallโaltro, quando finalmente il blocco cede, le perturbazioni possono arrivare in modo piรน violento, cariche di energia accumulata, provocando nubifragi, bombe dโacqua e alluvioni improvvise, come quelle osservate in SARDEGNA, SICILIA o lungo la costa adriatica.
Secondo uno studio del Nature Geoscience, il riscaldamento del Sahara รจ una delle cause principali della crescente variabilitร pluviometrica del Mediterraneo, con periodi sempre piรน lunghi di siccitร alternati a episodi estremi.
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Il ruolo crescente delle polveri sahariane
A complicare ulteriormente il quadro meteo cโรจ lโaumento degli episodi di trasporto di sabbia sahariana verso lโEuropa. Quando le alte pressioni si combinano con forti venti in quota, enormi quantitร di particolato desertico vengono sollevate e trasportate fino alla Penisola Iberica, alla Francia e allโItalia.
Queste polveri, oltre a colorare il cielo di toni aranciati e a depositarsi su auto e balconi, interagiscono con le nubi e la radiazione solare, alterando ulteriormente la dinamica atmosferica. Le polveri possono favorire la formazione di nubi temporalesche o, al contrario, inibire le piogge a seconda della quantitร e della loro distribuzione verticale, come documentato da studi dellโEuropean Centre for Medium-Range Weather Forecasts.
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Autunno 2025: scenario possibile
Alla luce dellโattuale tendenza al riscaldamento globale, dellโespansione del Sahara e della frequente presenza di campi anticiclonici subtropicali, lโAUTUNNO 2025 potrebbe vedere un ritardo o indebolimento delle prime piogge atlantiche, soprattutto se giร a GIUGNO si rileva unโanomalia termica importante sul Nordafrica.
Lโosservazione delle temperature superficiali del Sahara, delle correnti subtropicali e dellโindice NAO (North Atlantic Oscillation) nei prossimi mesi potrร fornire indicazioni preziose su quanto questa gigantesca distesa di sabbia potrร davvero interferire con il nostro autunno meteo europeo.