Il caldo è troppo precoce: preoccupazione per Luglio e Agosto
Il fatto che eventi e dinamiche atmosferiche tipicamente luglio-agostane si stiano manifestando sistematicamente a giugno evidenzia uno slittamento stagionale che i climatologi stanno documentando su scala globale.
La precocità dei fenomeni estivi nel Mediterraneo non è solo una questione di qualche grado in più, ma implica una riorganizzazione completa dei pattern atmosferici stagionali, con conseguenze a cascata su ecosistemi, agricoltura e vita quotidiana e quindi abitudini. Per dirvela in breve, fa caldo troppo precocemente , con temperature che in precedenza erano elevate saltuariamente, mentre ora ne sono una costante.
Ora abbiamo luglio e agosto avanti a noi , due mesi che sono mediamente più caldi di giugno, e con la premessa di ciò che succede in giugno voi non vi preoccupereste? Io si. Le previsioni stagionali sono pessime, ci saranno temperature sopra la media, ci sarà un deficit nelle precipitazioni, eccetto, forse ad agosto che dovrebbe riprendere a piovere su vari settori oltre la media, ma in un contesto di temperature tropicali. E questo comporta temporali, piogge localmente molto intensi . Altro aspetto non irrilevante.
Eppure, nonostante l’evidenza dei fatti, abbiamo a tutt’oggi a che fare con il negazionismo climatico : la differenza tra eventi isolati e pattern sistematici . La loro dico: è vero che ondate di calore esistevano anche in passato, ma la persistenza, intensità e frequenza attuali rappresentano una discontinuità statistica inequivocabile. Quando si confrontano le serie storiche, emerge chiaramente che quella che un tempo era l’ eccezione (ondate di calore di durata eccezionale) sta diventando la regola .
I dati termometrici sono effettivamente incontrovertibili. Le temperature medie globali degli ultimi dieci anni rappresentano sempre più spesso valori record o prossimi ai record nella serie storica strumentale (la percezione termica non ha valori simbolico). Ma è la velocità del cambiamento a essere senza precedenti: quello che in passato richiedeva secoli ora avviene in decenni. La pendenza delle curve di riscaldamento è molto più ripida di qualsiasi variazione climatica naturale documentata. La ricostruzione del clima del passato ha margini di errore molto lievi , pertanto si ha certezza che quanto succede è inedito da alcune migliaia di anni.
Di certo se andassimo a vedere la Terra 1 milione di anni fa il confronto sarebbe diverso. Il nostro Pianeta ha avuto periodi più caldi degli attuali, ma anche molto, molto più freddi, e di conseguenza le stagioni estive ne venivano coinvolte. Ma non ha molto senso fare paragoni con allora.
La recente proiezione rilasciata dagli scienziati di un ulteriore aumento di 0,5°C entro il 2030 si basa sulle attuali concentrazioni di gas serra e sui tassi di emissione. Questo incremento termico, apparentemente modesto, va moltiplicato per tutti gli effetti di amplificazione presenti nel sistema climatico : il vapore acqueo aggiuntivo che intensifica l’effetto serra , la riduzione dell’albedo per lo scioglimento dei ghiacci, il rilascio di metano dal permafrost che si scioglie.
Ma c’è un paradosso, quello dei record di freddo in un Mondo che si riscalda è uno degli aspetti più controintuitivi ma scientificamente ben documentati del cambiamento climatico. Questo fenomeno è legato alla destabilizzazione del Vortice Polare : il riscaldamento artico riduce il gradiente termico tra polo ed equatore, indebolendo la corrente a getto. Quando la Jet Stream diventa più ondulata e lenta , può intrappolare masse d’aria artica a latitudini inusuali per periodi prolungati.
Negli Stati Uniti centrali e orientali , questo meccanismo ha prodotto episodi di freddo estremo come il “polar vortex” che ha portato in inverni recenti temperature anche sotto i-30°C in città come Chicago. Similmente, l’ Europa settentrionale e orientale ha sperimentato un inverno recentemente eccezionalmente rigido quando configurazioni atmosferiche anomale hanno deviato l’aria artica verso sud.
L’ Italia sembra relativamente protetta da questi episodi di freddo estremo per diverse ragioni geografiche e climatiche. La posizione peninsulare nel Mediterraneo agisce come un moderatore termico naturale: le masse d’acqua circostanti rilasciano calore accumulato anche quando arrivano irruzioni fredde. Inoltre, la configurazione orografica alpina spesso blocca o deflette le masse d’aria più fredde provenienti da nord.
Il Mediterraneo stesso sta diventando sempre più caldo, fungendo da serbatoio termico che impedisce raffreddamenti estremi. Da qui anche il prolungamento della stagione estiva.
Mentre in altre regioni del Mondo le anomalie di freddo possono persistere perché trovano superfici continentali estese e relativamente fredde, in Italia l’ influenza marittima tende a smorzare rapidamente questi episodi.
La riflessione finale sul trovarsi “ ogni anno ad affrontare un peggioramento ” della situazione climatica tocca il cuore del problema: stiamo assistendo a un cambiamento irreversibile nella scala temporale del clima. L’inerzia del sistema climatico significa che, anche se cessassimo istantaneamente tutte le emissioni , gli effetti già innescati continuerebbero per decenni. Insomma, il nostro sistema climatico è compromesso per molti decenni. E le stagioni estive del futuro rischiano di diventare drammaticamente roventi in Italia. Questo vuol dire che dobbiamo adeguare la nostra quotidianità durante questa stagione.
