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Negli ultimi giorni di Giugno, le condizioni meteo sull’Europa centro-meridionale e in particolare sull’Italia sono destinate a subire uno stravolgimento totale. I modelli previsionali mostrano infatti la presenza di un’anomalia atmosferica estesa, una configurazione che porterà ancora una volta alla dominanza dell’Anticiclone africano.

 

Fino a circa un decennio fa, le fasi iniziali della stagione estiva erano caratterizzate dall’intervento dell’Alta Pressione delle Azzorre, una figura barica che garantiva un clima più temperato e regolato, privo di eccessi sia sul fronte termico che su quello delle precipitazioni. Ma adesso quel tipo di pattern non c’è più…

 

Il nuovo volto dell’Estate

Nel corso degli ultimi anni, lo scenario meteo estivo ha però subito un’evoluzione radicale. L’Anticiclone delle Azzorre ha gradualmente lasciato spazio al ben più potente e caldo Africano, che prende origine dalle aree sub-sahariane. Questa massa d’aria, molto più calda e secca, è capace di estendersi verso Nord, portando temperature eccezionalmente elevate e assenza quasi totale di precipitazioni.

 

L’Alta Pressione oceanica, confinata in Atlantico, non svolge più quel ruolo di “barriera” fra le differenti masse d’aria, tipicamente più fresche a nord e calde a sud. Il risultato è un cambio di paradigma nella circolazione atmosferica: i flussi d’aria non seguono più prevalentemente una disposizione da ovest verso est, ma si muovono lungo i meridiani, cioè da nord a sud o viceversa. Questa disposizione favorisce i cosiddetti contrasti termici, che possono risultare in fenomeni meteorologici estremi.

 

A questa dinamica si collegano episodi meteo particolarmente intensi e violenti. Le ondate di caldo improvviso si alternano a brevi fasi di instabilità esplosiva, durante le quali l’incontro tra l’aria più fresca atlantica e quella rovente africana dà origine a temporali molto violenti. In particolare, si sono verificate supercelle temporalesche capaci di generare grandinate di grandi dimensioni, raffiche di vento e piogge torrenziali in grado di provocare allagamenti lampo. Basti pensare a ciò che è successo in Veneto o Emilia-Romagna.

 

Fine di Giugno: si mette male

Gli ultimi aggiornamenti modellistici indicano con una certa insistenza un ulteriore rafforzamento dell’Anticiclone africano nella seconda parte di Giugno. Ciò comporterà una nuova ondata di caldo particolarmente intensa, che potrebbe risultare tra le più potenti dell’intero mese. La massa d’aria rovente in risalita dal Nord Africa tenderà a ricoprire buona parte dell’Europa meridionale, abbracciando in pieno anche l’Italia.

 

La mappa termica attualmente disponibile mostra con chiarezza un vasto promontorio di aria caldissima che si estende dal Deserto del Sahara fino al cuore del continente europeo. Le temperature previste supereranno i valori medi stagionali anche di 7-9 gradi, con punte locali fino a 38-40 gradi nelle aree interne del Centro-Sud e delle isole maggiori.

 

Sole a manetta

Le condizioni meteo si manterranno particolarmente stabili e soleggiate su tutta la Penisola. Si prevedono cieli sereni o al più poco nuvolosi dal Nord al Sud, con ventilazione debole e tassi di umidità in aumento, specialmente lungo le coste e nelle pianure interne. Tali condizioni potrebbero aggravare ulteriormente la sensazione di afa, rendendo il caldo ancora più opprimente, soprattutto nelle ore centrali della giornata.

 

Le regioni del Nord non saranno risparmiate: anche qui i valori termici saranno decisamente elevati, con picchi di 35-37 gradi attesi in Pianura Padana, in particolare tra le città di Milano, Bologna, Verona e Torino. Sulle zone alpine, il clima resterà stabile ma con possibilità di locali temporali di calore nel pomeriggio, senza fenomeni diffusi.

 

E poi?

Questa fase dominata dall’Anticiclone africano potrebbe protrarsi anche nei primi giorni di Luglio, con un’ulteriore espansione della bolla calda verso Est Europa e Balcani, rallentando così qualsiasi tentativo di rientro di correnti atlantiche più fresche e instabili. Il rischio è dunque quello di un prolungato periodo di canicola, con effetti anche sulla salute pubblica e sulla gestione delle risorse idriche.

 

Inoltre, la persistenza di queste condizioni atmosferiche potrebbe aumentare il pericolo di incendi boschivi nelle aree più aride della Sardegna, della Sicilia, del Molise e delle zone interne del Lazio e dell’Abruzzo, dove la vegetazione è già sottoposta a forte stress idrico.

 

Minime bollenti

Le temperature minime notturne, soprattutto nelle grandi città, faticheranno a scendere sotto i 24-26 gradi, creando un effetto di isola di calore urbana che peggiorerà il comfort notturno. Le notti tropicali diventeranno quindi un fattore ricorrente, specialmente nelle metropoli e lungo le aree costiere.

 

Il quadro meteo complessivo per la fine di Giugno è, come vedete, segnato da un assetto inquietante, governato da un Anticiclone di matrice africana, con condizioni climatiche che si preannunciano estreme per durata e intensità. Insomma, la temuta “nuova normalità” delle Estati recenti…

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