Meteo: 47 gradi all’ombra: Giugno italiano terribile

Meteo: 47 gradi all’ombra: Giugno italiano terribile

Dal 2003 al 2023, passando per il rovente 2022, l’Italia ha vissuto alcuni mesi di giugno infuocati che hanno riscritto i manuali della climatologia. Una sequenza impressionante di record termici, siccità, incendi e picchi estremi di temperatura ha segnato le estati italiane, diventando simbolo tangibile del cambiamento climatico in atto.

2003: Il Giugno che cambiò tutto

Gli altri Giugno bollenti: dal 2017 al 2023

Il record assoluto: 47°C in Puglia

Un trend che non accenna a fermarsi

2003: Il Giugno che cambiò tutto

Giugno 2003 è ancora oggi l’incubo meteorologico per eccellenza. Un mese da record, con un’anomalia termica di ben +3,9°C rispetto alla media. L’intera Penisola fu investita da ondate di calore estreme, con temperature massime costantemente sopra i 35°C, anche in zone notoriamente miti.

Il 27 giugno 2003 fu il culmine di questo inferno climatico. A Firenze si raggiunsero i 41°C, superando di slancio il precedente primato di 39°C. A Viterbo il termometro toccò i 40,3°C, nuovo record storico locale. A Latina si registrarono 39°C, ben oltre il precedente di 37,8°C, e a Perugia si arrivò a 39°C, superando il vecchio massimo di 37,5°C.

Questo giugno fu l’inizio di un’estate rovente e siccitosa, che mise in crisi la gestione idrica e sanitaria in numerose regioni.

Gli altri Giugno bollenti: dal 2017 al 2023

Dopo il 2003, il secondo mese di giugno più caldo è stato quello del 2022, con un’anomalia termica di +3,3°C. Oltre al caldo, fu caratterizzato da un’eccezionale carenza di piogge, con un deficit pluviometrico del 43%. L’intera filiera agricola fu messa a dura prova, così come le riserve idriche nazionali.

Nel 2019, con un’anomalia di +2,5°C, si registrarono temperature massime vicine ai 40°C in pianura, soprattutto nel Nord-Ovest. Il 2017 fu altrettanto caldo, con la stessa anomalia termica e numerosi incendi boschivi, innescati dalla prolungata assenza di piogge.

Il 2021, con +2,0°C rispetto alla media, fu il quarto giugno più caldo degli ultimi cinquant’anni. Anche in questo caso, a preoccupare fu la scarsità di piogge, che mise sotto pressione agricoltura e approvvigionamenti idrici. Più recente ma comunque significativo, il giugno 2023 si è collocato all’ottavo posto, con un’anomalia di +0,63°C, particolarmente marcata al Nord Italia.

Il record assoluto: 47°C in Puglia

Il 25 giugno 2007, Foggia Amendola (Puglia) fece segnare un record storico: 47,0°C, la temperatura più alta mai registrata in Italia in un mese di giugno negli ultimi 50 anni.

Quella stessa ondata di calore colpì duramente il Sud e le isole. A Bari Palese si toccarono i 45,5°C, a Catania Sigonella 44,2°C. Anche Lecce Galatina e Palermo Boccadifalco raggiunsero i 44,0°C, mentre Messina si fermò a 43,4°C. Una situazione estrema che mostrò tutta la vulnerabilità del nostro Paese di fronte alle escalation termiche estive.

Un trend che non accenna a fermarsi

I dati parlano chiaro: il mese di giugno in Italia non è più quello di una volta. L’incremento delle temperature, la frequenza e l’intensità delle ondate di calore, accompagnate da lunghi periodi di siccità, delineano uno scenario climatico sempre più preoccupante.

Se i modelli attuali verranno confermati, i prossimi anni rischiano di alzare ulteriormente l’asticella. Giugno si sta trasformando sempre più in un mese estivo a pieno titolo, con effetti concreti sull’ambiente, sull’economia e sulla salute pubblica.

Un monito inequivocabile: il clima sta cambiando e giugno ne è il termometro più evidente.