Ancora una volta instabilità, ma forse sarà l’ultimo colpo di coda
Il tempo continua a muoversi lungo binari ormai familiari: una circolazione bloccata in alta quota, sostenuta da un anticiclone persistente alle latitudini settentrionali, separa due grandi regimi depressionari. Da una parte, a ovest, si fa sentire l’influenza delle perturbazioni atlantiche, mentre a est dominano flussi instabili di origine artica.
Nel fine settimana (17-18 maggio), pur in un contesto di maggiore tranquillità, l’instabilità non mollerà del tutto la presa. Ma è da lunedì 19 maggio che si prospetta un nuovo cambiamento: le due strutture cicloniche opposte potrebbero interagire, generando una nuova conca depressionaria sul bacino centrale del Mediterraneo. A innescare questo meccanismo sarebbero due gocce fredde – una atlantica, l’altra continentale – pronte a fondersi e alimentare ulteriormente l’instabilità atmosferica sulla nostra Penisola.
Fine maggio: possibili segnali di una vera inversione di tendenza
Secondo le più recenti proiezioni stagionali, dopo questo nuovo passaggio perturbato, qualcosa potrebbe cambiare davvero. Intorno alla fine del mese, tra il 25 e il 30 maggio, prende corpo l’ipotesi di una riorganizzazione generale del disegno atmosferico europeo. Il protagonista assoluto, fino ad ora, è stato l’anticiclone di blocco, ma la sua progressiva erosione alle alte latitudini potrebbe aprire la strada a un diverso equilibrio barico.
In particolare, è attesa una possibile ripresa del Ciclone d’Islanda, una figura barica semi-permanente che, se attivata, avrebbe effetti significativi su scala continentale. Il suo ritorno in scena produrrebbe due conseguenze principali:
- Un ritorno delle perturbazioni atlantiche sull’Europa nord-occidentale, riportando piogge su Regno Unito, Francia e Penisola Scandinava.
- Una risalita del campo anticiclonico subtropicale in Atlantico, che potrebbe gradualmente estendersi verso la Penisola Iberica e forse anche sull’Europa sud-occidentale.
Scenari ancora aperti per il Mediterraneo: stabilità o nuove incursioni?
Quali saranno le ripercussioni di questa evoluzione sul Mediterraneo e sull’Italia? Al momento è ancora troppo presto per fornire una risposta definitiva. L’asse del cambiamento dipenderà da quanto – e come – l’anticiclone delle Azzorre riceverà lo slancio necessario per spingersi verso est.
Se riuscirà a farlo in modo deciso, potremmo assistere all’inizio di una fase più stabile e asciutta, con temperature in aumento e un clima finalmente più in linea con le medie di fine primavera. In caso contrario, potremmo essere ancora soggetti a impulsi instabili da nord-ovest, magari meno intensi, ma ancora in grado di generare rovesci sparsi e temporali a ciclo diurno.
Un nuovo assetto atmosferico all’orizzonte
Una cosa però è certa: stiamo entrando in una fase di transizione. Che sia l’inizio di un periodo più stabile o l’anticamera di una nuova ondata di instabilità, il disegno atmosferico europeo è destinato a cambiare. E con esso, anche le prospettive meteo per l’Italia. Dopo un maggio segnato da anomalie termiche, freddo fuori stagione e piogge ricorrenti, l’ultima parte del mese potrebbe finalmente aprire le porte all’estate meteorologica.