Nonostante le piogge copiose cadute tra Gennaio e Febbraio, che hanno colpito in particolare la Calabria e la Sicilia orientale, l’emergenza meteo legata alla siccità continua ad attanagliare con forza molte aree del Mezzogiorno. La Sicilia occidentale e la parte orientale della Puglia si trovano ancora in una situazione di deficit idrico, ovviamente di lungo periodo
Durante l’Inverno, alcune zone del Sud hanno ricevuto temporanei apporti idrici grazie a rovesci diffusi e locali temporali, ma questa distribuzione delle piogge si è rivelata irregolare e frammentaria. Di conseguenza, le falde acquifere e le sorgenti hanno mostrato lievi segnali di recupero solo in aree circoscritte (come parte della Sicilia e la Calabria).
Non dovunque è così
Il Meridione italiano presenta un quadro climatico molto eterogeneo. Le precipitazioni invernali, sebbene abbondanti in certi distretti, non si sono distribuite uniformemente, e anzi hanno accentuato le differenze già marcate tra le zone orientali e quelle occidentali del Sud. Questo squilibrio è in parte imputabile alla maggiore frequenza e intensità dei fenomeni meteo estremi dovuti al cambiamento climatico.
In particolare, le aree occidentali della Sicilia, come le province di Trapani, Palermo e Agrigento, risultano tra le più colpite. Una situazione simile si osserva anche tra la Basilicata e la Puglia, dove le scorte idriche rischiano di diventare insufficienti nel pieno della stagione estiva.
Ma come si può parlare di siccità ora?
L’innalzamento delle temperature medie stagionali, unito a una maggiore evaporazione da fiumi, laghi e invasi, sta aggravando il quadro generale. Inoltre, la capacità del suolo di assorbire e trattenere l’acqua è ormai gravemente compromessa.
Durante la Primavera e l’Estate, non sono rari i giorni in cui le temperature nelle zone interne del Sud superano abbondantemente i 35 gradi. Questo calore intenso contribuisce a una rapida perdita delle risorse idriche per via dell’evaporazione accelerata.
E anche quando le piogge arrivano, non sempre sono in grado di penetrare adeguatamente nel terreno. Piove spesso in modo violento e improvviso, e l’acqua meteorica tende a defluire in superficie, finendo nei fiumi e infine in mare, senza rifornire le falde.
Consumi elevati, rete idrica inadeguata e pressione antropica
A peggiorare ulteriormente l’impatto della siccità c’è la crescente richiesta d’acqua, legata sia all’uso domestico che a quello agricolo. Inoltre, il turismo stagionale, che raggiunge il suo apice in Luglio e Agosto, esercita un’ulteriore pressione sulle già ridotte riserve idriche. Le zone costiere e le località a forte vocazione turistica vedono infatti un aumento esponenziale della popolazione e, di conseguenza, dei consumi.
Un altro nodo critico è rappresentato dalla rete di distribuzione dell’acqua, obsoleta e inefficiente. In molte aree rurali e urbane del Sud, gli acquedotti risalgono a decenni fa e non sono mai stati adeguatamente ammodernati. Solo in Sicilia, si stima che fino al 40% dell’acqua potabile venga dispersa lungo il percorso, perdendosi attraverso tubature danneggiate e connessioni difettose prima di arrivare alle abitazioni e ai campi coltivati.
Le strategie per affrontare l’emergenza
Di fronte a questa crisi prolungata, non è più sufficiente intervenire con soluzioni temporanee. Serve una pianificazione strutturata e interregionale, che coinvolga diverse amministrazioni e livelli di governo. La modernizzazione delle infrastrutture, la costruzione di nuovi impianti di raccolta e stoccaggio delle acque piovane. Ma qui si sfocia nella Politica e non più nella Scienza.
Infine, è importante prevedere interventi di riforestazione in aree collinari e montane, capaci di aumentare la capacità di trattenuta idrica del terreno e contrastare l’erosione. A coadiuvare il tutto, l’uso di tecnologie meteo climatiche avanzate può diventare uno strumento strategico per anticipare le criticità e gestire meglio le risorse disponibili nel breve e nel lungo termine.