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L’incredibile vastità della macchia solare 4079
La macchia solare 4079 si è recentemente distinta per le sue dimensioni colossali, estendendosi per oltre 140.000 chilometri da un’estremità all’altra. L’immagine catturata da Philippe Tosi da Nîmes, in Francia, mostra con chiarezza questa impressionante struttura, includendo per confronto un’immagine della Terra che appare minuscola al suo fianco. La macchia presenta due nuclei scuri, ognuno dei quali avrebbe la capacità di inghiottire completamente il nostro pianeta.
Le bombe di Ellerman: minuscoli ma potenti eventi magnetici
Intorno ai nuclei oscuri, si possono osservare minuscoli punti luminosi: sono le cosiddette bombe di Ellerman. Questi fenomeni, pur essendo circa un milionesimo più deboli rispetto a un vero e proprio flare solare, sono esplosioni magnetiche altamente significative. Ferdinand Ellerman, all’inizio del XX secolo, fu il primo a studiare questi eventi straordinari. Ogni bomba di Ellerman sprigiona circa 10^26 erg di energia, equivalente a 100.000 bombe atomiche della Seconda Guerra Mondiale.
L’origine delle esplosioni magnetiche
Le bombe di Ellerman si formano quando polarità magnetiche opposte entrano in contatto, si riconnettono e infine esplodono. Questa attività magnetica localizzata è un chiaro segnale di una complessità crescente nella struttura della macchia solare, suggerendo che la regione potrebbe presto produrre un flare solare vero e proprio.
Un anello luminoso attorno alla macchia: segnale d’allarme per i ricercatori
La formazione di un anello di bombe di Ellerman intorno alla macchia solare 4079 rappresenta un elemento di particolare interesse. Questo anello indica un’elevata attività magnetica, una situazione che gli astronomi stanno monitorando con attenzione mentre la macchia continua la sua rotazione verso la Terra. Eventuali eruzioni future potrebbero avere effetti tangibili anche sul nostro pianeta, come tempeste geomagnetiche in grado di influenzare le comunicazioni satellitari e le reti elettriche.
Fonte primaria: NASA – Solar Dynamics Observatory. (METEOGIORNALE.IT)
