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Scossa sismica registrata all’alba di lunedì 26 maggio 2025
Lunedì 26 Maggio 2025, alle ore 7:40, è stata rilevata una scossa di terremoto di magnitudo 2.2 nel cuore del Vesuvio, precisamente nel suo cono centrale, alle coordinate 40.8198° N e 14.4312° E, con una profondità nulla, cioè di 0 chilometri. L’evento, di natura superficiale, è stato avvertito chiaramente dalla popolazione residente in diversi comuni dell’area vesuviana, in particolare nel territorio di Ottaviano, ma non ha provocato danni né a persone né a strutture.
La Sala Operativa dell’Osservatorio Vesuviano dell’INGV ha confermato il sisma, sottolineando che esso rientra nella normale attività sismica della zona e non presenta caratteristiche anomale.
Attività sismica del Vesuvio: normale ma da non sottovalutare
Nonostante la bassa magnitudo, il terremoto ha attirato l’attenzione pubblica a causa della profondità estremamente ridotta. Gli eventi sismici così superficiali tendono ad essere più percepibili anche se energeticamente contenuti. Secondo i dati più aggiornati dell’INGV, il livello di allerta vulcanica resta verde, indicando uno stato di attività regolare, senza evidenze di imminente rischio eruttivo.
Questo stato di quiete apparente è comunque da considerarsi in un contesto geologico straordinario: il Vesuvio, uno dei vulcani più studiati e monitorati d’Europa, si erge in mezzo a una delle aree più densamente popolate del Paese e si trova in prossimità dei Campi Flegrei, super vulcano attualmente anch’esso sotto osservazione per la sua dinamica bradisismica attiva.
Le parole degli esperti: nessuna anomalia nei parametri geochimici e geofisici
Gli scienziati dell’INGV ribadiscono che fenomeni sismici isolati e sciami di bassa entità sono compatibili con la fisiologia di un sistema vulcanico attivo. Non si registrano al momento segnali premonitori di un’eruzione, come:
- Risalita di magma verso la superficie
- Aumento delle emissioni di gas vulcanici
- Deformazioni anomale del suolo
- Terremoti a bassa frequenza legati alla mobilitazione magmatica
Il sistema di monitoraggio dell’INGV, che impiega reti di sismografi, sensori GPS e stazioni geochimiche, non ha rilevato anomalie recenti. Gli eventi sismici degli ultimi giorni, inclusi quelli minori nei Campi Flegrei, non mostrano correlazioni dirette e non indicano una variazione nel rischio eruttivo.
Prospettive a medio termine: cosa osservare
Il rischio vulcanico potrebbe aumentare solo in presenza concomitante e persistente di più segnali anomali, come la deformazione del suolo incompatibile con il bradisismo, o una modificazione compositiva dei gas vulcanici. Ma nulla di tutto questo è stato finora osservato sul Vesuvio, dove la situazione resta stabile.
Gli esperti ricordano comunque che la vigilanza non va mai abbassata, poiché anche fasi di sismicità sostenuta possono evolvere rapidamente, ma allo stesso tempo molti episodi non portano a eruzioni, come dimostra la storia recente sia del Vesuvio che del sistema flegreo.
Fonti ufficiali:
I dati riportati provengono dalle rilevazioni pubblicate dall’INGV – Osservatorio Vesuviano (https://www.ov.ingv.it/ov/). (METEOGIORNALE.IT)
