Meteo, cause di un Inverno mite. Si raffredda l'Europa della Corrente del Golfo

Meteo, cause di un Inverno mite. Si raffredda l'Europa della Corrente del Golfo

Gennaio 2025 si è chiuso con un’anomalia climatica straordinaria sull’intero emisfero nord , come mostrato chiaramente nella mappa fornita dal Copernicus Climate Change Service , parte del programma dell’ Unione Europea . L’immagine evidenzia le anomalie di temperatura dell’aria al suolo rispetto alla media climatologica, con uno spettro cromatico che va dal blu (freddo anomalo) al rosso intenso (caldo anomalo).

In particolare, ciò che emerge con forza è l’eccezionale mitezza tra Europa centro-orientale, Russia europea e Siberia occidentale , territori che normalmente fungono da serbatoi di freddo per l’inverno europeo. In netto contrasto, Islanda e Isole Britanniche hanno sperimentato un’anomalia negativa, con temperature inferiori alle medie stagionali , mentre sul Nord America , benché non rappresentato pienamente dalla mappa, si è verificato uno dei picchi di freddo più intensi degli ultimi 15 anni .

Gran parte dell’Europa centro-orientale, dalla Germania fino alla Russia e alla Siberia occidentale , ha vissuto un gennaio marcatamente più caldo del normale . Le anomalie termiche in queste aree hanno spesso superato i +5°C rispetto alla media climatologica del periodo 1991-2020. Questo riscaldamento si è manifestato nonostante la presenza di frequenti nevicate : un fenomeno apparentemente contraddittorio, ma legato alla circolazione atmosferica che ha convogliato aria umida e mite da ovest, proveniente dall’ Atlantico , insieme a impulsi ciclonici.

L’innevamento, infatti, è stato insolitamente abbondante tra la Russia europea e la Siberia occidentale , dove i fronti perturbati hanno trovato condizioni favorevoli alla precipitazione, anche in forma nevosa, grazie all’umidità elevata e alla presenza di un suolo freddo preesistente. L’assenza di grandi irruzioni di aria gelida dalla troposfera artica ha permesso il mantenimento di questa configurazione.

Nel contesto meteo europeo, l’Italia ha vissuto un mese di gennaio 2025 molto mite , in linea con l’anomalia positiva che ha dominato il settore centro-meridionale del continente. Le temperature, soprattutto al Centro-Nord , sono risultate superiori alla media anche di 2-3°C , mentre le Alpi hanno sofferto di un deficit nivometrico nelle quote medio-basse, in netto contrasto con gli accumuli importanti in quota e sui versanti esteri.

Le cause principali di questa mitezza sono state:

• La persistenza di un flusso atlantico zonale , ossia da ovest verso est, che ha evitato irruzioni fredde da nord o da est.

• La presenza di anticicloni mobili subtropicali , che si sono alternati a rapide perturbazioni di origine oceanica, senza però consentire un raffreddamento significativo.

• Una quasi totale assenza di blocchi freddi continentali provenienti da Russia, Ucraina e Balcani , regioni che solitamente riforniscono l’Italia di masse d’aria fredda continentale nei mesi invernali.

Dal punto di vista meteo, le piogge sono risultate in linea o superiori alla media sulle regioni tirreniche, ma più scarse altrove, specie sul Nordovest. Un dato preoccupante per la situazione idrica della Pianura Padana , che inizia a mostrare segnali di stress anticipati per la stagione primaverile.

Contrariamente al resto d’Europa, Islanda e Isole Britanniche hanno registrato temperature inferiori alla norma , un fatto che ha attirato l’attenzione dei climatologi. La mappa mostra colorazioni azzurre e bluastre su questi territori, indicando anomalie negative anche di -2/-3°C rispetto alla media.

Questa anomalia fredda solleva interrogativi sullo stato della Corrente del Golfo (Gulf Stream) e dell’intero sistema di circolazione atlantica, l’ AMOC (Atlantic Meridional Overturning Circulation) . Alcuni scienziati suggeriscono che fluttuazioni locali della Corrente del Golfo potrebbero aver indebolito l’apporto caldo verso le coste occidentali dell’Europa settentrionale, ma non vi è consenso scientifico su un’alterazione permanente del sistema.

Il raffreddamento delle Isole Britanniche potrebbe quindi essere una fluttuazione climatica naturale , legata alla variabilità caotica delle correnti atmosferiche , piuttosto che un segnale di una modifica strutturale della circolazione oceanica.

Anche se non rappresentata graficamente nella mappa , l’ ondata di gelo più intensa degli ultimi 15 anni ha interessato parte degli Stati Uniti centro-settentrionali e del Canada . Le temperature in alcune località sono scese ben oltre i -30°C , causando blackout, disagi alla popolazione e gravi danni alle infrastrutture.

Questo freddo estremo ha avuto origine da un cedimento improvviso del vortice polare troposferico , che ha permesso la discesa di masse d’aria artica verso sud. Si tratta di un fenomeno noto come stratwarming o riscaldamento stratosferico improvviso , che può temporaneamente sconvolgere la circolazione atmosferica dell’emisfero nord.

Il contrasto tra l’anomalia fredda del Nord America e il caldo anomalo dell’ Eurasia e della Groenlandia orientale evidenzia la natura ondulatoria e instabile del jet stream , che continua a mostrare comportamenti sempre più erratici negli ultimi inverni.

Il mese di gennaio 2025 si inserisce in un contesto climatico globale in continuo riscaldamento , con numerosi record mensili e annuali battuti negli ultimi anni. Tuttavia, le anomalie locali di freddo o di caldo non sono da sole indicative di trend a lungo termine, bensì di un sistema caotico soggetto a interazioni multiple tra oceani, atmosfera e biosfera.

I dati di Copernicus e delle agenzie meteo internazionali sottolineano che il riscaldamento globale continua ad avanzare , con effetti più marcati nelle latitudini settentrionali , specialmente nelle aree artiche e subartiche. Questi effetti si riflettono in un mutamento del regime meteo stagionale europeo , che tende sempre più spesso a registrare inverni miti e nevosi ad alta quota, ma poveri di gelo e neve in pianura .

La situazione italiana, all’interno di questo contesto, mostra una tendenza preoccupante verso stagioni invernali sempre meno rigide , con ripercussioni sulla disponibilità idrica, sull’agricoltura e sulla qualità dell’aria .

Il meteo diventa quindi uno specchio dinamico dei cambiamenti climatici in atto , non più solo un insieme di variazioni giornaliere, ma un indicatore sensibile delle trasformazioni profonde che stanno avvenendo nel nostro ambiente.