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Le peggiori isole di calore urbano: città a confronto

Andrea Meloni di Andrea Meloni
16 Mag 2025 - 17:10
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Cambiamento climatico
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Milano: tra cemento e assenza di vento

(METEOGIORNALE.IT) Milano è una delle città italiane dove l’isola di calore si manifesta con maggiore intensità. La pianura padana ha una ventilazione molto scarsa, specialmente nei mesi estivi, e l’elevata densità urbana amplifica il surriscaldamento. Studi dell’Università Statale di Milano e del CNR mostrano differenze medie notturne di fino a 5,5°C tra il centro città e le aree rurali limitrofe (come l’aeroporto di Linate o Malpensa).

Le zone più colpite includono Porta Romana, Corvetto, il centro storico e Bicocca, dove la vegetazione è scarsa e il suolo è completamente impermeabilizzato. In estate le minime restano spesso sopra i 25°C, anche dopo mezzanotte, rendendo difficile il riposo notturno e aumentando i rischi per la salute, specialmente tra anziani e soggetti fragili.

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Torino: effetto cappa tra le Alpi e l’urbanizzazione compatta

Anche Torino soffre intensamente il fenomeno, con isole di calore più marcate nei quartieri centrali come San Salvario, Aurora e Crocetta. Le morfologie urbane strette, l’elevata cementificazione e il traffico veicolare contribuiscono a mantenere le temperature elevate. Secondo l’ARPA Piemonte, il delta termico con le zone rurali può superare i 6°C nei periodi anticiclonici.

L’effetto è accentuato dalla posizione geografica della città, chiusa tra le Alpi e le colline, che ostacola la dispersione del calore e favorisce il ristagno dell’aria calda.

 

Roma: calore intrappolato tra i monumenti

La capitale è un caso unico. Roma, grazie al Tevere e alle ampie aree verdi come Villa Borghese e Villa Ada, ha potenzialità di raffrescamento naturale. Tuttavia, nei quartieri storici come Trastevere, Monti, Esquilino e San Lorenzo, l’isola di calore raggiunge livelli critici. Quando l’anticiclone africano domina e manca ventilazione, le temperature minime non scendono spesso sotto i 26-27°C.

Le pavimentazioni in sanpietrini, i muri storici che accumulano calore e la mancanza di alberature significative in molte vie contribuiscono all’effetto serra urbano. Anche le aree periferiche densamente costruite, come Tor Bella Monaca o Spinaceto, sono soggette a UHI persistente.

 

Bologna: centro bollente, periferie più fresche

A Bologna, studi dell’Università di Bologna e dell’ARPA Emilia-Romagna hanno evidenziato differenze termiche fino a 5°C tra il centro storico e la campagna circostante. Il porticato continuo, sebbene protegga dal sole diretto, non impedisce l’accumulo termico. Le notti in città restano calde, con minime sopra i 24°C in estate.

La città ha avviato sperimentazioni su asfalti riflettenti e piantumazioni strategiche, ma la densità del tessuto urbano complica l’adozione diffusa di soluzioni verdi.

 

Napoli: effetto termico nella conca urbana

Napoli presenta un microclima particolare, accentuato dalla topografia a conca tra mare e colline. Il centro storico, il quartiere Vomero e l’area industriale orientale registrano notti torride durante le ondate di calore. Le poche aree verdi urbane non bastano a controbilanciare la massa di cemento e la forte urbanizzazione, specialmente in estate, quando la brezza marina non riesce a penetrare nelle strade interne.

Il contrasto con la Campania interna è marcato: in zone come Avellino, la notte può scendere a 18-19°C, mentre nel centro di Napoli non si scende sotto i 26°C.

 

Firenze: calore nella valle dell’Arno

A Firenze, la posizione geografica all’interno di una valle chiusa rende difficile la dispersione del calore. La densità edilizia nel centro storico, le superfici riflettenti in pietra e la carenza di verde urbano fanno sì che l’UHI sia particolarmente intenso in quartieri come San Frediano, Santa Croce e San Marco.

Secondo uno studio del Dipartimento di Architettura dell’Università di Firenze, si possono registrare differenze fino a 4,5°C tra il centro e le aree verdi lungo l’Arno o nei dintorni di Fiesole. (METEOGIORNALE.IT)

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Sono il fondatore, editore e responsabile di questo portale, nonché di numerosi altri siti dedicati alla meteorologia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca e su siti web amatoriali. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza in meteorologia. Tale preparazione, avviata con il corso per controllore di volo, si è consolidata attraverso lo studio indipendente di oltre 500 testi specialistici in meteorologia, climatologia e fisica dell’atmosfera. Coltivo inoltre una profonda passione per le lingue straniere — inglese, francese, spagnolo e portoghese — che continuo a studiare con costanza, anche in relazione alle mie attività professionali internazionali. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, recensito alla fine degli anni Novanta da La Repubblica e da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato società editoriali e imprese specializzate nella fornitura di servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens e molte altre. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione dei siti web per i clienti, sviluppando — attraverso la mia agenzia web — le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani. Tra le prime esperienze innovative figurano la creazione di servizi di informazione meteo via SMS per compagnie come TIM ed Eutelia, e una linea telefonica dedicata alle previsioni con un meteorologo in diretta. Le mie competenze hanno raggiunto una dimensione internazionale, con la fornitura di dati e previsioni a società in Australia, Sud America, Stati Uniti e in diversi Paesi europei. Attualmente gestisco il flusso informativo meteorologico per aziende editoriali e per operatori del settore energetico. Sono stato inoltre il primo al mondo a ideare i “Report Grandine” per l’Italia, l’Europa e il resto del mondo. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo, allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, campo nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Sono attualmente CEO di diverse aziende, impegnate nell’innovazione digitale e nella diffusione della conoscenza meteorologica su scala globale.

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