Due perturbazioni di forte intensità attraverseranno la Penisola portando piogge insistenti, temporali e abbondanti nevicate in quota. Il quadro meteorologico si preannuncia complesso e potenzialmente critico, soprattutto per i settori alpini e prealpini già saturi di pioggia.
Prima perturbazione: da lunedì sera piogge e temporali su Tirreno e Triveneto
Il primo peggioramento entrerà in scena tra la serata di lunedì e la giornata di martedì. I fenomeni più intensi si concentreranno sul medio-alto versante tirrenico – in particolare tra Toscana, Lazio e Umbria – e sulle aree alpine del Triveneto. In queste zone non si escludono temporali forti, accompagnati da raffiche di vento e locali grandinate.
Secondo fronte perturbato: il più intenso e duraturo da mercoledì
Maggiore preoccupazione desta la seconda fase di maltempo, attesa tra mercoledì e giovedì, che potrebbe determinare una situazione di rischio idrogeologico in diverse aree del Nord Italia. Questo fronte sarà caratterizzato da precipitazioni diffuse e persistenti, alimentate da un flusso umido sud-occidentale in quota. Le piogge colpiranno ancora una volta il Nord-Ovest, la fascia prealpina, l’alta Toscana e parte del Centro, dove i terreni sono già saturi per le piogge recenti.
Accumuli di pioggia eccezionali: rischio alluvionale in alcune zone
Secondo le ultime stime, alcune località potrebbero ricevere quantità di pioggia davvero straordinarie, con cumulate superiori ai 300 millimetri in meno di una settimana. Le zone maggiormente interessate sono:
- Verbania: 468 mm
- Biella: 346 mm
- Varese: 322 mm
- Como: 288 mm
- Novara: 232 mm
- Belluno: 224 mm
- Lecco, Udine, Gorizia: circa 222 mm
- Monza: 213 mm
- Pordenone: 197 mm
- Torino: 195 mm
- Bergamo: 193 mm
- Rieti: 190 mm
- Vicenza: 188 mm
- Trieste: 182 mm
- Vercelli: 179 mm
- Milano: 174 mm
- Perugia: 171 mm
- Aosta: 167 mm
- Terni: 166 mm
- Arezzo: 165 mm.
Neve abbondante sulle Alpi: oltre 150 cm sopra i 2500 metri
Oltre alla pioggia, sarà protagonista anche la neve, che cadrà copiosa in alta montagna. Sopra i 2500 metri si attendono accumuli di neve fresca tra i 100 e i 150 centimetri, con la quota neve che scenderà progressivamente fin sotto i 1800-2000 metri tra mercoledì pomeriggio e giovedì. Le aree più interessate saranno quelle comprese tra il Torinese e il Verbano-Cusio-Ossola.
Conclusioni: verso un maggio instabile, ma con riserve idriche in netto recupero
Il forte maltempo dei prossimi giorni segna una svolta importante per il bilancio idrico del Centro-Nord, dove il rischio siccità per l’estate sembra ormai scongiurato. Tuttavia, l’intensità e la persistenza delle precipitazioni pongono seri interrogativi sulla tenuta dei bacini fluviali, dei versanti montuosi e dei corsi d’acqua minori. La situazione dovrà essere monitorata con grande attenzione.
Federico Russo – Meteorologo