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Gli scenari barici proposti dai centri di calcolo nel medio lungo periodo, essenzialmente con l’avvento del mese di aprile, sono piuttosto intriganti.

Abbiamo già evidenziato la possibilità di una circolazione complessiva, a scala euro-atlantica, di tipo mediamente invernale, con anticicloni tendenzialmente in assetto meridiano, mediamente collocati tra Est Oceano e Centro Ovest Europa e, di contro, manovre di nuclei freddi di matrice polare lungo i fianchi anticiclonici.

 

Con questo tipo di circolazione, lo ribadiamo spiccatamente invernale, i nuclei freddi dai settori polari o subpolari, potrebbero con più facilità raggiungere anche le medie e basse latitudini europee, comprese quelle Mediterranee.

Queste ipotesi di circolazione sono computate già da diversi giorni dai modelli matematici a più lunga gittata e, va rilevato, sempre con maggiore determinazione per il corso della prima decade di aprile.

 

Più nel dettaglio, il modello europeo ECMWF, nella sua corsa ufficiale ultima, quella mattutina odierna, osa ancora di più, simulando una configurazione barica nel lungo periodo la quale, se si realizzasse, farebbe piombare in pieno inverno gran parte d’Italia.

Lo scenario barico ipotizzato è quello rappresentato nell’ immagine in anteprima: un anticiclone ben strutturato in prossimità dell’Europa centro occidentale e in posizione di blocco alla circolazione atlantica;

 

lungo il suo fianco orientale, una vasta area depressionaria a carattere freddo con perno principale sui settori baltici, ma con fronti freddi influenti sino al Mediterraneo centrale e all’Italia.

A questa ipotesi barica corrisponderebbe un quadro termico da pieno inverno.

 

Modello europeo ECMWF: anomalie termiche a 1500 m per la fase 6/7 aprile

 

Nella seconda immagine, abbiamo riportato le anomalie previste dal modello matematico, nell’aggiornamento mattutino, per la fase 6/7 aprile:

sarebbero computati valori da 6 a 8° sotto le medie tipiche del periodo sull’Italia centro orientale, fino a 10/12° sotto media nel vicino Est Europa. Alla quota di 1500 m circa, arriverebbero isoterme, in particolare sui versanti orientali della penisola italiana, fino a -3/-4°, valori che permetterebbero nevicate fino in alta collina o bassa montagna, a 500/700 m.

 

Va rilevato, naturalmente, che una singola corsa modellistica, per quanto si tratti della corsa ufficiale del modello, ha una credibilità bassa oltre i 7/8 giorni, per cui lo scenario ipotizzato potrebbe essere uno estremo e con minore probabilità di realizzazione.

Da rilevare, però e altresì, un buon indirizzamento verso configurazioni moderatamente fredde anche di tutto il quadro Ensemble del modello europeo, in particolare per la prima settimana o prima decade di aprile.

 

Per di più, ci sarebbero conferme,  per una prima azione meridiana, questa più credibile perchè più vicina nel tempo, a opera di correnti moderatamente fredde sempre di matrice baltica, appena all’inizio di aprile, anzi già dal 31 marzo e poi per i primi 2 giorni del nuovo mese.

Insomma, il quadro modellistico continua a prospettare il rischio di colpi di coda invernali nell’arco dei prossimi 15 giorni, da valutare via via se fortemente impattanti, magari anche con danni alle colture, vista la vegetazione già in abbondante rigoglio, o progressivamente stemperati nell’intensità, sulla base di dati più credibili prossimi.

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