Come già ampiamente illustrato in precedenti aggiornamenti meteo, la circolazione barica in via generale a scala euro-atlantica, assumerà connotati di tipo invernale già nel corso di questa settimana.
Cosa si intende per connotazione barica invernale? Sostanzialmente una dislocazione delle figure bariche principali, di alta e bassa pressione, in posizioni tali da permettere una circolazione di aria più fredda rispetto alla norma.
Sappiamo, per convenzione, che per avere freddo sull’Europa è indispensabile un’alta pressione di blocco sul nostro Oceano, alta pressione che più è dislocata in senso meridiano a ridosso dell’Ovest Europa, più efficacemente può convogliare aria fredda dai settori artici o polari verso le medie e basse latitudini.
Dunque, questa fattispecie barica è già in costruzione sui settori euro-atlantici. Una vasta alta pressione di matrice subtropicale è già presente sui settori oceanici europei e sta inducendo una moderata circolazione fredda di matrice settentrionale verso l’Europa centrale, soprattutto Germania, Francia e fino al Nord della Spagna.
L’asse della circolazione fredda, indotta dall’anticiclone meridiano oceanico, è, per il momento, direzionato a Ovest, quindi si pone in maniera trasversale all’Europa, non influenzando affatto ancora l’Italia, anzi, convogliando su parte ancora del Mediterraneo centrale, correnti relativamente miti meridionali lungo l’ascendente depressionario impostato da Sud Ovest.
Via Via, però, nel corso dei prossimi giorni, anche a causa di una progressiva avanzata del promontorio anticiclonico ancora più verso Est e, dunque, verso l’Europa occidentale, la manovra depressionaria da Nord si farà più Meridiana, sicché influenze fresche da Nord inizieranno a riguardare anche l’Italia, comportando un progressivo e generale calo termico.
Va fatta, tuttavia, una valutazione anche della sostanza fredda presente sul Centro Nord Europa e che, potenzialmente, nei giorni a venire, potrebbe interessare anche l’Italia.
Sostanza fredda che, allo stato attuale, è scarsa. Il periodo stagionale, oramai primaverile, sta facendo arretrare l’incidenza fredda polare a latitudine sempre più settentrionali, per cui c’è una scarsità di freddo per ragioni stagionali fisiologiche;
ma freddo ancora più scarso poiché, per diversi giorni ultimi trascorsi, il settore oceanico orientale, ora conquistato dall’alta pressione subtropicale, è stato, invece, persistentemente interessato da saccature sub-polari marittime.
Azioni depressionarie sul settore oceanico centro orientale sono andate a sollevare intense correnti miti nordafricane, provenienti in prevalenza dal settore algerino-tunisino, verso oltre che tutto il Mediterraneo centro-occidentale, anche verso gran parte del Centro Nord Europa.
Insomma, nella settimana scorsa c’è stato un “pompaggio” rilevante di aria calda verso il vecchio continente e, praticamente fino a ieri, ancora flusso caldo verso tutto il Mediterraneo centrale.
Questo surplus termico pregresso, ha mitigato molto anche le medie e alte latitudini continentali, sicché pure in presenza di configurazioni bariche invernali prossime, l’aria fredda, di quella seria, non si avrebbe dove pescarla.
Per di più, i bassi strati nostrani sono in anomalia abbondantemente positiva, quindi più difficilmente permeabili da eventuali azioni relativamente fredde.
Tutto ciò premesso, va evidenziato comunque un prospetto di circolazione ancora più meridiana nel corso dei prossimi giorni e, dunque, con rischio di qualche colpo di coda invernale.
Per le ragioni addotte sino a ora, il rischio è medio-basso: se non vi fosse stata l’iniezione di calore verso gran parte dell’Europa nell’ultima settimana, il rischio di colpi di coda invernali, probabilmente anche sostanziosi per l’Italia, sarebbe stato medio-alto.
Stando ai dati ultimi, una circolazione più simil invernale (e su questa ipotesi il condizionale è d’obbligo) potrebbe esserci nel corso della prima settimana di Aprile.
In questa fase, grazie a un possibile blocco anticiclonica decisamente più strutturato, correnti baltiche potrebbero osare di più verso le basse latitudini, anche mediterranee e, benché non eccessivamente fredde, potrebbero arrecare un calo termico più sostanzioso sull’Italia.
Esso potrebbe esprimersi di più sui settori alpini, anche occasionalmente sulle alte pianure più prossime alle alpi e, localmente, sul versante adriatico, specie sui relativi settori interni appenninici.
Su queste aree, per qualche giornata nel corso della prima settimana del nuovo mese, potrebbe esserci un certo rischio, oltre che di tempo instable e piogge ricorrenti, di fiocchi medio-bassi, 800/1000 m, occasionalmente anche più bassi, e, specie in presenza di nottate temporaneamente più serene e con assenza di vento, anche rischio di locali gelate tardive.
Per ora, lo ribadiamo, rischio medio-basso, ma da considerare. Ci aggiorneremo quotidianamente su questa ipotesi di colpi di coda invernali per l’inizio del nuovo mese di aprile.