Si tratta di un nucleo di aria molto fredda in quota che si separa dal flusso principale delle correnti occidentali, andando a isolarsi su una determinata area geografica. In questo caso, il Mediterraneo sarà lo scenario principale in cui questa figura barica si posizionerà a partire da martedì, determinando un netto peggioramento del tempo su gran parte del territorio nazionale.
L’origine della goccia fredda è legata agli scambi di calore tra il Nord e il Sud Europa: mentre masse d’aria più fredde e instabili scorrono alle latitudini più settentrionali, quelle più miti e stabili si mantengono più a sud.
Questo contrasto termico genera un distacco in quota di una sacca d’aria fredda che, isolandosi, dà vita a una circolazione depressionaria autonoma. La sua peculiarità sta nel fatto che, essendo priva di alimentazione diretta da parte delle correnti principali, tende a muoversi lentamente o addirittura a stazionare per giorni nella stessa area, causando condizioni di spiccata variabilità.
A partire da martedì 25 marzo e fino a giovedì 27, sono attesi rovesci e temporali, soprattutto nelle ore centrali e pomeridiane della giornata. Tuttavia, non si tratterà di un maltempo continuativo: la tipica instabilità primaverile farà sì che il sole possa fare capolino tra un fenomeno e l’altro, alternando momenti di bel tempo a episodi temporaleschi anche intensi.
Con l’aumento progressivo delle temperature stagionali, aumenta anche l’energia potenziale disponibile in atmosfera. Questo favorirà la formazione di celle temporalesche molto sviluppate in verticale, che potranno raggiungere gli 8-10 km di altezza, capaci di generare grandinate improvvise e colpi di vento violenti, con raffiche che potrebbero superare localmente i 60 km/h.
Le prime aree a essere coinvolte saranno quelle del Centro-Nord, ma con il passare delle ore e dei giorni, l’instabilità tenderà ad estendersi progressivamente anche al resto della penisola.
Nel corso della seconda parte della settimana, i modelli meteorologici lasciano intravedere la possibile formazione di un nuovo ciclone, che potrebbe approfondirsi sul basso Mediterraneo, coinvolgendo in maniera più diretta le regioni meridionali.
Tale struttura potrebbe accentuare ulteriormente i fenomeni atmosferici, con precipitazioni intense e persistenti, localmente a carattere di nubifragio, specie su alcune aree della Calabria, della Sicilia orientale e della Puglia.
Le proiezioni attuali indicano accumuli pluviometrici significativi in diverse località del Sud Italia. Le zone più colpite potrebbero essere Vibo Valentia, con circa 100 mm di pioggia previsti, seguita da Messina con 88 mm, Reggio Calabria con 82 mm, Lecce con 80 mm, Matera con 77 mm, Brindisi con 75 mm e Bari con 64 mm.
Anche Ragusa, Catanzaro e Catania potrebbero ricevere rispettivamente 63, 59 e 53 mm di precipitazioni, valori che si avvicinano o superano la media mensile per molte di queste località, indicando un potenziale impatto significativo anche dal punto di vista idrogeologico.
La situazione dovrà essere seguita con grande attenzione, sia per il rischio di fenomeni violenti che per la persistenza delle piogge su suoli già saturi. La primavera 2025 sembra quindi aprirsi sotto il segno dell’instabilità, con un’atmosfera dinamica e imprevedibile, tipica di questa stagione ma con tratti più marcati del consueto.