INVERNO o colpo di coda invernale? Differenze Meteo abnormi

INVERNO o colpo di coda invernale? Differenze Meteo abnormi

Non serve certo una laurea o chissà quale titolo accademico per comprenderlo, chi lavora nel settore sa bene che gli ultimi scampoli d’Inverno possono manifestarsi con molteplici sfaccettature meteo-climatiche , portando eventi atmosferici a tratti sorprendenti.

Per affrontare l’argomento, bisogna innanzitutto stabilire il periodo di riferimento . Parlare di un ritorno invernale a febbraio o gennaio sarebbe fuori luogo, poiché si tratta di mesi pienamente invernali. Discorso diverso, invece, se si considera marzo e aprile, quando l’Inverno dovrebbe teoricamente lasciare spazio alla Primavera.

Ma quale Primavera? Quella meteorologica o quella astronomica? La distinzione non è di poco conto. Chi si occupa di previsioni meteo utilizza il calendario meteorologico, che fa iniziare la Primavera il 1° marzo. Per questo motivo, un’irruzione di aria gelida in questo periodo verrebbe catalogata come colpo di coda invernale.

Se invece si segue il calendario astronomico, che fa coincidere l’inizio della Primavera con l’equinozio del 20 o 21 marzo, allora un’irruzione artica nelle prime settimane del mese non sarebbe affatto considerata un’anomalia, ma un evento del tutto ordinario.

Ciò che rende davvero particolare il colpo di coda invernale è il suo carattere eccezionale : si tratta di un’ondata di freddo tardiva capace di riportare nevicate abbondanti fino a quote molto basse. Se un evento simile si verificasse nelle prossime settimane, sarebbe da considerarsi fuori stagione, sebbene sia risaputo che marzo possa assumere caratteristiche tipicamente invernali.

Un altro aspetto da non sottovalutare è l’impatto che un ritorno di freddo può avere sulla vegetazione. Sebbene non sia un tema prettamente meteorologico, è noto che gelate tardive possano causare danni ingenti all’agricoltura. Dopo un Inverno insolitamente mite, un’improvvisa irruzione di aria fredda potrebbe essere una pessima notizia per chi lavora nei campi.

In definitiva, non bisogna farsi sorprendere da un eventuale colpo di coda invernale . Anche nel corso di aprile le irruzioni artiche possono ancora colpire, un evento che, seppur meno frequente, non rappresenterebbe certo un’eccezione assoluta.