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Home A La notizia del giorno

Meteo: il Nord Italia sta a guardare? Il gelo sì, non subito

Luca Martini di Luca Martini
12 Gen 2025 - 19:10
in A La notizia del giorno, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il meteo di questa fase invernale sembra voler prendersi una pausa, soprattutto sul Nord Italia, dove l’alta pressione delle Azzorre domina il quadro atmosferico, regalando stabilità, sebbene con temperature tutt’altro che miti. Questa configurazione barica, tipica di periodi di transizione, sta plasmando il clima non solo sull’Italia ma anche su gran parte dell’Europa occidentale e settentrionale.

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L’anticiclone delle Azzorre protagonista assoluto

La situazione meteorologica attuale è influenzata da un vasto anticiclone che si estende dall’Atlantico fino alla Scandinavia, consolidando una condizione di stabilità su buona parte dell’Europa centro-occidentale. Questo scenario è alimentato dall’accelerazione della corrente a getto, un flusso d’aria ad alta quota che collega la Groenlandia al Mar Glaciale Artico, spingendo l’anticiclone verso nord e inglobando l’Italia settentrionale e centrale.

La conseguenza principale di questa configurazione è un tempo stabile, con temperature che tenderanno, nei prossimi giorni, a salire oltre le medie stagionali, specialmente durante le ore diurne. Al contrario, le regioni meridionali e quelle adriatiche stanno sperimentando una temporanea parentesi di freddo e instabilità.

 

Ondata di freddo al Sud, stabilità al Nord

Il primo accenno di inverno si manifesterà nel Centro-Sud Italia durante il weekend e nei primi giorni della prossima settimana. Domenica 14 gennaio e lunedì 15 gennaio, una modesta irruzione di aria fredda porterà un abbassamento delle temperature e condizioni più instabili. Sono previste nevicate a quote collinari lungo il versante adriatico, con i fiocchi che potrebbero scendere fino a 500-700 metri su regioni come Abruzzo, Molise e parte della Puglia.

Al Nord, invece, il rigore invernale si farà sentire solo nelle ore notturne, con gelate e brinate diffuse nelle pianure e nelle vallate interne. Durante il giorno, però, il clima sarà più mite, con massime che raggiungeranno facilmente i 10-12°C. Questa condizione proseguirà per tutta la seconda decade di gennaio.

Anche al Centro Italia, le temperature nelle ore centrali della giornata si manterranno su valori più elevati del normale, oscillando tra 15 e 16°C.

 

L’alta pressione blocca il gelo

L’anticiclone delle Azzorre si conferma il protagonista indiscusso dello scenario meteo, estendendo la sua influenza fino al Mediterraneo centrale. Questa struttura atmosferica agisce come una barriera, impedendo l’arrivo di perturbazioni atlantiche e l’irruzione di ondate di gelo dall’Europa orientale.

Le dinamiche attuali sembrano destinate a proseguire fino alla terza decade di gennaio. Fino ad allora, il grande freddo rimarrà confinato tra la Scandinavia e l’Europa orientale, senza possibilità di interessare in modo significativo il territorio italiano.

 

Il ruolo del cambiamento climatico

Negli ultimi anni, la presenza di anticicloni persistenti è diventata una caratteristica sempre più evidente del panorama meteorologico europeo e mediterraneo. Questo fenomeno è strettamente collegato ai cambiamenti climatici globali, che stanno alterando in modo profondo la circolazione atmosferica.

L’aumento delle temperature globali ha innescato uno spostamento verso nord della circolazione tropicale, favorendo la frequente espansione dell’anticiclone africano sul Mediterraneo e sull’Europa meridionale. Questo tipo di alta pressione, diverso dall’anticiclone delle Azzorre, porta condizioni più calde e secche, contribuendo a un aumento delle ondate di calore prolungate.

Parallelamente, l’anticiclone delle Azzorre tende a spostarsi verso nord-ovest, lasciando il Mediterraneo esposto a periodi di maggiore stabilità o, al contrario, all’arrivo di fenomeni più estremi quando si verificano cambiamenti improvvisi.

Un altro fattore rilevante è il riscaldamento del Mar Mediterraneo, che sta avvenendo a un ritmo superiore del 20% rispetto alla media globale. Questo serbatoio di calore rafforza ulteriormente gli anticicloni, rendendoli più persistenti e difficili da dissipare.

 

Impatti del meteo stabile

La stabilità atmosferica e le temperature elevate portano con sé una serie di conseguenze dirette. Da un lato, si verificano lunghi periodi di siccità, che mettono a rischio le risorse idriche e l’agricoltura. Dall’altro, questa situazione contribuisce a un circolo vizioso: il riscaldamento del terreno intensifica ulteriormente la forza degli anticicloni, aumentando la durata delle condizioni stabili.

Inoltre, quando gli anticicloni si ritirano, lasciano spazio a perturbazioni più intense e instabili, che possono portare eventi mete estremi, come forti piogge e violenti temporali. (METEOGIORNALE.IT)

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Luca Martini

Luca Martini

Meteorologo e geoscientist con background in Scienze Naturali, specializzazione in meteorologia e geologia applicata. Mi occupo di modellistica atmosferica, analisi di dati meteo-climatici, nowcasting per eventi estremi e valutazioni geotecniche/geomorfologiche a supporto di infrastrutture e protezione civile. Esperienza in contesti internazionali (UK, Germania). Orientato a risultati, chiarezza dei prodotti previsionali e trasferimento alle decisioni operative. Modellistica numerica; assimilazione dati, downscaling, validazione modelli Python per data analysis (xarray, pandas) GIS (QGIS/ArcGIS Pro) Gestione progetti e divulgazione tecnica

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