
Gli effetti principali di questa fase perturbata saranno avvertiti tra l’Epifania e martedì 7 gennaio, con precipitazioni che interesseranno soprattutto la Liguria di Levante, la Lombardia, la Toscana e le regioni del nord-est.
Su queste aree si prevedono accumuli significativi, mentre il limite della neve si collocherà generalmente tra i 1200 e i 1300 metri sulle Alpi, con possibili sconfinamenti sotto i 1000 metri nelle zone dell’ovest Piemonte.
Anche il centro Italia vedrà un coinvolgimento delle piogge, in particolare su Umbria, Lazio e Sardegna, con fenomeni di minore intensità sulla Campania. Al contrario, le regioni del medio Adriatico, protette dall’Appennino, e gran parte del sud del Paese rimarranno ai margini di questa prima perturbazione.
Martedì 7 gennaio si assisterà a un graduale miglioramento sul Piemonte, mentre le precipitazioni si concentreranno maggiormente sulle regioni di nord-est, lungo il versante tirrenico e sulla Sicilia. Tuttavia, si prevede che gli accumuli pluviometrici significativi saranno limitati a poche aree, lasciando spazio a fenomeni più sporadici e localizzati.
Mercoledì 8 gennaio sarà una giornata di relativa tregua, prima dell’arrivo di una seconda perturbazione prevista per giovedì 9 gennaio. Questo nuovo fronte, proveniente da ovest, porterà un peggioramento soprattutto al nord e su parte del centro Italia, colpendo in particolare Toscana, Umbria e Lazio.
Anche in questa occasione, la quota neve si manterrà inizialmente intorno ai 1200 metri, ma l’arrivo di aria più fredda favorirà un abbassamento delle nevicate al di sotto dei 1000 metri verso la fine dell’episodio.
Tra le regioni che registreranno i maggiori accumuli di pioggia, spiccano ancora una volta la Liguria di Levante e l’alta Toscana, insieme al Triveneto. Al contrario, il Piemonte risulterà in gran parte escluso dai fenomeni più intensi.
Le precipitazioni colpiranno comunque in modo significativo alcune città, come La Spezia, dove si prevedono circa 73 mm di pioggia, seguita da Carrara con 69 mm e Massa con 59 mm. Al nord-est, Gorizia e Udine raggiungeranno rispettivamente 58 mm e 57 mm, mentre in Lombardia saranno Varese (42 mm), Bergamo (41 mm) e Como (39 mm) a registrare i maggiori accumuli.
L’andamento delle precipitazioni conferma il carattere frammentato di questa fase meteorologica, con differenze significative da regione a regione. Le mappe modellistiche suggeriscono che il centro-nord e le aree tirreniche saranno le più esposte, mentre altre zone rimarranno in una situazione di relativa calma.
Resta fondamentale seguire gli aggiornamenti per comprendere meglio l’evoluzione di questo quadro meteo complesso.