Sardegna, quando si ammantò di neve come la Groenlandia
A fine dicembre 1788 , la Sardegna visse una nevicata eccezionale che sorprese l’intera popolazione e interessò persino zone costiere come Cagliari , dove il fenomeno era estremamente raro. I racconti dell’epoca riferiscono che la neve iniziò a cadere il 28 dicembre , in concomitanza con uno dei periodi più rigidi della Piccola Era Glaciale , quando le temperature scesero sotto lo zero diffusamente.
• Le conseguenze del freddo estremo
• Un ricordo destinato a durare
Il giorno successivo, 29 dicembre , la precipitazione aumentò, creando notevoli disagi anche per i Sardi più anziani, poco abituati a una coltre bianca così estesa. Dopo una breve pausa il 30 dicembre, la neve tornò il 31 , anche se con intensità minore, per poi terminare definitivamente il 1° gennaio 1789 . In quel Capodanno, l’isola appariva come un frammento del Mare Artico , con vaste distese candide soprattutto nelle regioni centrali e meridionali, dove si registrarono accumuli più consistenti.
Le conseguenze del freddo estremo
L’effetto di questa tempesta di neve fu devastante per le comunità dell’entroterra, che rimasero isolate per giorni a causa del manto nevoso che in alcuni punti raggiungeva il metro e mezzo di spessore . Le strade divennero impraticabili, ostacolando gli scambi con il Continente e bloccando il servizio postale. Le attività agricole subirono enormi danni, poiché quasi metà del bestiame morì per le rigide temperature , lasciando le campagne tappezzate di carcasse. Le famiglie faticarono a riscaldarsi e a reperire cibo, costrette ad affrontare uno degli inverni più impegnativi del secolo.
Fonti storiche e interventi
La gravità dell’evento è testimoniata da numerosi documenti. Nel libro di Renzo Ferru , La storia di Elmas, si cita un atto ufficiale in cui si parla di “universale caduta copiosa quantità di neve di cui non havvi da alcuni anni l’esempio”. L’Intendenza Generale, il 21 gennaio 1789, diramò una circolare ordinando di eliminare le carcasse degli animali per evitare epidemie e impedire che la carne fosse usata a scopi alimentari, proteggendo così la salute pubblica già provata dalla scarsità di risorse.
Un ricordo destinato a durare
Nei villaggi più interni, la neve rimase al suolo per settimane, intralciando i rifornimenti e amplificando l’isolamento. Molti abitanti affrontarono condizioni estreme mai viste prima, e i racconti rievocano la durezza di quei giorni.
Questo episodio si inquadra nel contesto della Piccola Era Glaciale , periodo segnato da un calo termico nell’emisfero settentrionale. La Sardegna , pur avendo clima mediterraneo, non sfuggì a tali fluttuazioni climatiche, sperimentando un rigore che mise a dura prova popolazione ed economia. Lo studio di questi eventi è cruciale per capire l’impatto dei cambiamenti climatici sulle società umane , specialmente in zone solitamente risparmiate dalle grandi nevicate.
