Nel corso della settimana che precede la festività natalizia del 2024, una nuova perturbazione associata a una profonda bassa pressione si avvicinerà all’Italia, attraversando l’area alpina e generando condizioni di maltempo piuttosto marcate. Questa depressione di origine atlantica, proveniente dall’Europa centro-occidentale, scivolerà lungo la Valle Padana, approfondendosi sensibilmente sul Golfo Ligure, per poi migrare verso sud-est, innescando un deciso peggioramento delle condizioni atmosferiche.
Come le altre perturbazioni già osservate in passato, il suo veloce cammino sarà in parte ostacolato dall’imponente barriera rappresentata dall’arco alpino, causando un parziale effetto di ombra pluviometrica. Ciò significa che alcune aree del Nord-Ovest dell’Italia rimarranno relativamente protette, registrando precipitazioni molto deboli o addirittura assenti. Tuttavia, la massa d’aria molto fredda associata alla bassa pressione favorirà la caduta di neve a quote molto basse, soprattutto nel Nord-Est, dove i fiocchi potrebbero localmente avvicinarsi alla pianura.
In Emilia-Romagna le condizioni saranno assai instabili, con nuove nevicate a quote modeste, favorite dall’abbassamento termico già in atto. L’evoluzione successiva della perturbazione verso sud-est porterà un sensibile peggioramento su buona parte della Penisola, con piogge intense, grandinate, temporali e soprattutto venti fortissimi, accompagnati da un rilevante calo delle temperature. Si tratta, in sostanza, di un autentico scenario invernale, un mix burrascoso in cui l’interazione tra aria fredda e superfici marine ancora relativamente tiepide genererà forti contrasti termici, intensificando la genesi di nubi e fenomeni estremi.
Quando l’aria gelida raggiunge il bacino del Mediterraneo, si formano sistemi nuvolosi imponenti a causa dello scontro fra masse d’aria di diversa temperatura. Questi addensamenti possono evolvere in imponenti strutture temporalesche, dando luogo a nubifragi, grandinate di notevole entità, con accumuli al suolo anche superiori a qualche decina di centimetri. Sebbene tali eventi si verifichino con maggiore frequenza lungo la Penisola e sulle due Isole Maggiori, la loro previsione dettagliata è sempre complessa. L’interazione tra correnti umide e nuclei di aria molto fredda in quota rende il quadro meteorologico particolarmente delicato.
La neve interesserà l’intero Appennino, da nord a sud, anche sotto forma di tormente, ma con una quota neve variabile. Mentre nel settore settentrionale la coltre bianca potrà scendere fino a livelli molto bassi, man mano che ci si sposta verso il Centro-Sud, le precipitazioni nevose si collocheranno progressivamente a quote più elevate, spesso collinari, come potrebbe accadere nell’area centrale.
Le aree alpine vedranno nuovi apporti di neve: sulla Valle d’Aosta il crinale alpino favorirà i fenomeni nevosi, con la possibilità che anche la città di Aosta possa essere imbiancata. In Piemonte, i crinali occidentali e settentrionali riceveranno fiocchi consistenti, mentre in Lombardia la neve cadrà sui crinanali delle Alpi, con possibili sconfinamenti. In Trentino-Alto Adige il maltempo sarà più diffuso, lasciando transitare corpi nuvolosi forieri di nevicate sparse, localmente abbondanti. Situazione analoga in Veneto e Friuli-Venezia Giulia, dove le correnti fredde oltrepasseranno i crinali alpini.
In Emilia-Romagna le correnti di ritorno dal versante adriatico porteranno precipitazioni diffuse, con neve sui rilievi e possibili fiocchi anche su settori pianeggianti. In Liguria, protetta dal Golfo Ligure, non sono previste nevicate né precipitazioni significative. In Toscana la perturbazione farà sentire i suoi effetti con piogge insistenti, temporali, grandinate e raffiche di vento, mentre la neve cadrà su tutti i rilievi appenninici. Marche e Umbria vivranno un contesto simile, ma la quota neve tenderà a innalzarsi progressivamente verso sud.
In Lazio, Abruzzo e Molise il maltempo sarà intenso, con nevicate abbondanti e tormente sulla fascia montana appenninica. La Sardegna sarà colpita da rovesci di pioggia, temporali e grandinate, con venti furiosi e neve sulle aree montane oltre i 1000 metri di altitudine.
Nel Sud Italia, ovvero in Puglia, Calabria, Basilicata e Campania, la bassa pressione porterà condizioni molto instabili, con nevicate possibili sopra i 1000 metri, grandinate e occasionali episodi di gragnola. Anche la Sicilia verrà investita dalla perturbazione, in particolare sul versante settentrionale, con temporali, grandine e neve sulle vette più alte, inclusa l’Etna, dove potrebbero cadere fiocchi di notevole spessore.
In definitiva, la settimana antecedente il Natale si preannuncia estremamente dinamica sul fronte meteorologico, dopo un breve periodo di alta pressione e richiami d’aria calda in quota. Infatti, proprio nelle giornate antecedenti alla tempesta, la Penisola subirà l’arrivo di masse d’aria molto mite, che verranno bruscamente sostituite, a partire da venerdì 20 dicembre, dalla burrasca invernale e dal conseguente repentino ritorno del freddo e delle nevicate.