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      Home » Montagne piene di neve: non è solo bellezza meteo…
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Montagne piene di neve: non è solo bellezza meteo…

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 23/12/2024
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      3 Min Lettura
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      Contents
      • Inverni miti e gli effetti sull’Appennino
      • Le dinamiche delle nevicate sull’Appennino
      • Cambiamenti climatici e impoverimento sulle Alpi

       

      Negli ultimi anni, le regioni montane dell’Appennino e delle Alpi hanno vissuto Inverni poveri di neve, in particolare nelle aree centro-meridionali: un disastro meteo climatico molto serio. Questa scarsità di precipitazioni nevose è stata principalmente legata a condizioni a lungo sfavorevoli. Nevicate che un tempo erano comuni anche a basse altitudini si sono progressivamente concentrate sui rilievi più alti, come il Gran Sasso e la Maiella, con accumuli significativi limitati a pochi eventi isolati. Non è solamente la bellezza: la neve è utilissima in tutti i nostri rilievi.

       

      Inverni miti e gli effetti sull’Appennino

      Negli ultimi anni, l’Appennino ha registrato Inverni contraddistinti da temperature miti e da una netta riduzione delle nevicate. L’aumento delle temperature medie invernali, attribuibile al riscaldamento globale, ha incentivato la formazione di Anticicloni persistenti. Queste figure meteo hanno spesso mantenuto lo zero termico a livelli più consoni all’Estate, rendendo le condizioni per la neve a quote medio-basse sempre più rare e quando c’è sparisce subito il manto.

       

      Le conseguenze di questa tendenza non si sono limitate al paesaggio montano, ma hanno avuto un gravi conseguenze pure sull’economia delle località turistiche. Molti centri montani, tradizionalmente legati al turismo invernale, hanno dovuto cercare strategie alternative per mantenere la loro attrattività.

       

      Le dinamiche delle nevicate sull’Appennino

      Le nevicate sull’Appennino sono fortemente influenzate dalla direzione delle correnti atmosferiche. Le perturbazioni provenienti dall’Atlantico, che giungono da ovest, favoriscono nevicate sul versante tirrenico, interessando regioni come Lazio, Toscana e Campania. Al contrario, le correnti fredde orientali, come la Tramontana o il Grecale, portano abbondanti nevicate sul versante adriatico, colpendo aree come Abruzzo, Molise e Marche.

       

      Queste differenze climatiche tra i versanti dell’Appennino generano spesso situazioni di netto contrasto. Ad esempio, durante un’ondata di Grecale, città costiere come Pescara o Rimini possono trovarsi coperte di neve, mentre città come Roma o Firenze restano sotto cieli limpidi o con deboli precipitazioni piovose.

       

      Cambiamenti climatici e impoverimento sulle Alpi

      Anche le Alpi, pur avendo beneficiato di una stagione invernale generosa lo scorso anno, non sono immuni agli effetti del cambiamento climatico. L’aumento delle temperature invernali e la crescente variabilità atmosferica rendono ogni stagione unica e imprevedibile.

       

      Gli ultimi anni hanno visto Inverni deludenti per le Alpi, con stagioni come quelle del 2015, 2016, 2020 e 2022 segnate da scarse nevicate. Se escludiamo una lunghissima fase nevosa dalla fine dell’Inverno 2024 e per parte della Primavera, le fasi nevose durano sempre meno…

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