
(METEOGIORNALE.IT) L’Anticiclone natalizio, un fenomeno meteo che da parecchi anni caratterizza le festività invernali nel nostro Paese, sta per ripresentarsi, anche se solo a metà. Questo sistema di Alta Pressione, originato dal Nord Africa, determina condizioni di stabilità atmosferica accompagnate da temperature inaspettatamente miti per la stagione, con punte che potrebbero raggiungere i 15°C a un’altitudine di 1500 metri, soprattutto lungo l’Appennino e nelle Alpi occidentali.
Esiste una teoria?
Questo evento meteorologico, divenuto ormai quasi una tradizione a partire dalla fine degli anni ’80, è strettamente collegato a complessi processi atmosferici globali. L’ampliamento della cella di Hadley verso nord ha alterato significativamente la distribuzione delle precipitazioni, portando a una diminuzione delle nevicate e delle piogge che in passato caratterizzavano l’Inverno in questo periodo dell’anno.
Il fenomeno è alimentato da una serie di dinamiche atmosferiche. Il flusso delle perturbazioni atlantiche si è spostato verso latitudini più alte, lasciando spazio all’influenza dell’Anticiclone che si posiziona stabilmente a sud-ovest del continente europeo. A questo si aggiunge l’effetto della corrente a getto occidentale, il cui andamento è influenzato dalla stabilità del vortice polare, che in questo periodo appare compatto.
Possibili fasi miti già in passato
Una delle manifestazioni più evidenti di questa configurazione meteorologica è il cosiddetto “disgelo natalizio”, una tendenza osservata da oltre mezzo secolo nelle regioni a nord delle Alpi e che negli ultimi decenni ha interessato anche l’Italia. Di solito, dopo un Dicembre inizialmente freddo, le correnti miti provenienti dall’Atlantico portano un innalzamento delle temperature che rende le festività natalizie sorprendentemente tiepide. Questo riscaldamento interessa in maniera significativa il nostro territorio, oltre che le aree oltralpe.
Negli anni passati, però, l’impatto di queste correnti miti era meno evidente in Italia. Le pianure del Nord, in particolare, erano spesso avvolte da nebbie fredde e persistenti, grazie all’effetto dell’inversione termica. Nonostante l’Anticiclone garantisse cieli sereni, le temperature nelle aree pianeggianti rimanevano basse, mantenendo un’atmosfera più in linea con l’Inverno tradizionale.
Un esempio controcorrente
A partire dalla fine degli anni ’70 e in modo più marcato dalla metà degli anni ’80, però, questo schema meteorologico ha subito cambiamenti significativi. Gli episodi di Alta Pressione durante il periodo natalizio si sono intensificati, diventando più frequenti e prolungati, e sono spesso accompagnati da un notevole aumento delle temperature in quota. Proprio per questo, il fenomeno è stato ribattezzato “Anticiclone mangia-Inverno”, un termine che sottolinea il suo impatto nel ridurre drasticamente le condizioni invernali tipiche.
La durata di queste fasi anticicloniche può variare considerevolmente. In alcune stagioni, l’influenza dell’Anticiclone si estende per l’intero periodo invernale, mentre in altre si limita a poche settimane o addirittura a pochi giorni. Le previsioni attuali suggeriscono che quest’anno potremmo assistere a un ritorno di condizioni più fredde e invernali solo a partire dal periodo di Capodanno.
Insomma, anche stavolta ci sarà Alta Pressione
Al momento, è ormai certo che l’Anticiclone dominerà la scena meteorologica durante le festività natalizie, portando un clima insolitamente mite soprattutto nelle aree montane e collinari. Questo scenario, diventato sempre più familiare agli italiani negli ultimi quarant’anni, sfida le immagini tradizionali di un Natale innevato e freddo. Riflette, inoltre, i cambiamenti climatici in atto nel bacino del Mediterraneo, che stanno modificando profondamente il modo in cui percepiamo il meteo della stagione invernale. (METEOGIORNALE.IT)
