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Cosa è cambiato nelle ultime ore? Tanto. Cosa cambierà nei prossimi giorni, tanto. Ma tutti questi cambiamenti che cosa comportano? Ovvero, a livello meteo climatico cosa dobbiamo aspettarci?

 

Partiamo da un presupposto: l’Anticiclone Africano. Orami è cosa nota: è fidato – si fa per dire – compagno di viaggio delle nostre Estati. Da quando il riscaldamento globale è diventato un fatto incontrovertibile, anche alle nostre latitudini, tale struttura è l’unica in grado di portarci bel tempo.

 

Poi sì, per carità, ci sono anche altri episodi e nei mesi scorsi abbiamo registrato non pochi scombussolamenti atmosferici, ma il risultato quale è stato? Semplice: il meteo estremo. Quindi, gira che ti rigira, ovunque guardi, qualsiasi direzione si punti, il risultato è sempre lo stesso: caldo.

 

Sia d’Inverno, sia in Primavera, sia in Autunno, soprattutto in Estate. E quando succede, perché ogni tanto succede, che ci siano variazioni imponenti ecco il meteo estremo. In un senso o nell’altro. Dal caldo alle alluvioni, punto. E il freddo? Beh, quello è il solo elemento che manca. E non è poco…

 

Quindi ora che la rinfrescata è nel vivo ci si chiede: cosa succederà nei prossimi giorni? La risposta è semplice: squadra che vince non si cambia. Quella che vince ha maglie rosso fuoco, le maglie dell’Anticiclone Africano. La risposta è là, sotto gli occhi di tutti, quindi anche nei prossimi giorni si tornerà a parlare di caldo.

 

Non un caldo qualsiasi, ma caldo asfissiante. Il solito caldo subtropicale, il solito caldo sahariano, quello che poi col passare dei giorni diventa insopportabile. Ed ecco che le proiezioni modellistiche, che sembravano aperta la porta a qualche spiraglio d’aria fresca, sembra chiudersi.

 

Già, perché la porta è controllata dall’Anticiclone Africano e di lì non si passa. Piaccia o non piaccia è così, non passerà alcun spiffero d’aria fresca. Poca roba comunque, con la speranza che le attuali proiezioni modellistiche possano essere riviste da qui a qualche giorno. Altrimenti, come al solito, saranno dolori. E che dolori…

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