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Fu così un anno fa, sarà così anche quest’anno. Ormai sta diventando consuetudine: l’Estate è sempre più rovente. Le condizioni meteo climatiche, cambiate giusto qualche giorno e neanche troppo, si stanno orientando nuovamente in direzione della canicola.

 

Definiamola tale perché nei prossimi giorni si boccheggerà di nuovo. Quanto? Tanto. Dove? Dappertutto. Tutte le nostre regioni rientreranno nella morsa asfissiante dell’Anticiclone Africano. E di chi altrimenti? Sperare in un colpo di teatro dell’Anticiclone delle Azzorre è diventato impossibile.

 

Qualcuno si chiede: ma l’Anticiclone delle Azzorre esiste ancora? Sì, esiste ancora. In qualche emissione modellistica si scorge un’ampia struttura anticiclonica proprio sull’arcipelago, purtroppo per noi però non ha più la forza di estendersi sul Mediterraneo perché da quelle parti c’è il temibile “cammello”.

 

Ed allora sarà bene prepararsi, prepararsi al fatto che ancora una volta il mese di luglio potrebbe essere il peggiore dell’Estate. Lo fu un anno fa, con le temperature record che ben tutti conosciamo, rischia d’esserlo anche quest’anno perché i termometri stanno riprendendo a spingere verso l’alto.

 

Una spinta che proietterà la colonnina di mercurio oltre 40°C in tante località italiane. Localmente si potrebbero raggiungere punte di 43-44°C e ricordiamoci che tali valori non hanno nulla a che vedere con la normalità stagionale. Ci si dimentica perché l’abitudine a certe condizioni termiche fa sì che si consideri normale ciò che invece è estremamente anomalo.

 

Comunque, prepariamoci perché luglio non perdona. Fine luglio rischia d’essere ancora più rovente di metà mese, allorquando prese piede la prima vera imponente ondata di calore dell’Estate. Un’Estate che, a questo punto, rischia di trasformarsi in un incubo causa caldo atroce, causa canicola allucinante.

 

Ahi noi è così, piaccia o non piaccia questo è lo scenario imminente. La sola speranza è che agosto porti qualche novità, almeno una contrazione termiche e un po’ di normalità climatica.

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