(METEOGIORNALE.IT) L’ondata di caldo estremo del luglio 1983 rimane una delle più intense che abbiano mai colpito l’Italia e parte dell’Europa Centrale, un evento che spicca per la sua eccezionalità. Già dai primi giorni del mese, le temperature massime superavano quasi ovunque i 30 °C, ma gli effetti maggiori si verificarono nella seconda metà del mese, in particolare nel corso della seconda decade, con un incremento delle temperature e dell’umidità che creò condizioni di caldo estremo.
Nel cuore di luglio 1983, una massa d’aria terribilmente calda, alimentata dall’alta pressione di matrice nord-africana, investì l’Italia iniziando dalla Sardegna. La Sardegna fu una delle regioni più colpite, con temperature che raggiunsero valori eccezionali. A Capo San Lorenzo, sulla costa est, la temperatura salì da 30°C a 47°C in poche ore. Nelle zone interne, come il Campidano e nel nuorese, si registrarono picchi fino a 48°C.
Il 22 luglio, forse la giornata più rovente, ad Alghero Fertilia furono misurati 41,8°C, a Cagliari Elmas 43,7°C e a Carloforte 39,2°C, tutti record assoluti. Le stazioni idrologiche di Sanluri e di Perdasdefogu in Sardegna registrarono ben 47,0°C.
Va detto che alcuni record in Sardegna sono stati ritoccati nell’estate 2017 e 2023.
Rispetto altri eventi meteo, questa calura persistette per oltre due settimane, con temperature mediamente sui 43/45°C nelle zone interne per le massime, e spesso non sotto i 30°C per le minime. Questo evento climatico provocò numerosi incendi in Sardegna, con temperature record come i 49°C di Tempio Pausania, anche se non omologati successivamente dal WMO per la vicinanza di un rogo. Una temperatura che sarebbe, in caso, la più elevata mai registrata in Italia. Ma nel 1983 non c’erano tante di quelle stazioni meteo che oggi riportano valori termici estremi, e quell’evento meteo catastrofico, potrebbe aver portato i termometri in queli luoghi a 50°C.
Un caldo simile, ma con picchi estremi inferiori, si ebbe tra la fine di luglio e la prima decade di agosto del 2017.
Nel 1983 il calore in Sardegna fu drammatico e vissuto senza climatizzazione. Furono chiusi interi reparti ospedalieri per le temperature interne che superavano i 40°C. Ma valori non troppo dissimili, dopo due settimane di caldo, si misuravano anche in molte abitazioni. Porte e mobili in legno massello si spaccarono per la calura estrema raggiunta.
Oltre alla Sardegna, i maggiori effetti dell’ondata di calore si verificarono nelle regioni del Centro Italia e del Nord Italia. Il 26 luglio fu uno dei giorni più caldi, con Firenze Peretola che registrò 42,6°C, l’Osservatorio Ximeniano di Firenze 41,6°C, Arezzo San Fabiano 41,5°C e Paganella 25,0°C. Anche altre località come Sarzana Luni e Passo della Cisa stabilirono i loro record mensili di luglio.
A Roma Urbe si toccarono 40°C, così come a Pescara ed Ancona Falconara con 40,5°C. Su Bologna il termometro segnò 39,6°C il 29 luglio. Tra gli altri picchi, si registrarono oltre 38°C a Udine, 37°C a Tarvisio, 32,4°C a Dobbiaco, 39°C a Bergamo Orio al Serio, 37°C a Milano Malpensa, 35°C a Genova e 36,2°C a Torino Caselle.
L’ondata di caldo del luglio 1983 non solo colpì l’Italia, ma anche la Francia, la Svizzera, la Germania, l’Austria, la Repubblica Ceca, la Slovenia e la Croazia. Ad esempio, in Francia, Lione Bron registrò 39,8°C e Marsiglia Marignane 39,7°C, stabilendo nuovi record di temperatura massima mensile. In Svizzera, il Säntis registrò 20,8°C il 27 luglio, un record storico di temperatura massima assoluta.
In Germania, Norimberga raggiunse 38,6°C, Monaco di Baviera 37,5°C e Augusta 37,1°C. In Austria, il Sonnblick registrò 15,0°C, un record di temperatura massima assoluta. In Repubblica Ceca, l’osservatorio meteorologico del Clementinum di Praga registrò 37,8°C. In Slovenia, la stazione meteorologica di Rateče Planica raggiunse 36,1°C, mentre il Monte Kredarica registrò 21,6°C.
In Croazia, il Monte Zavižan registrò 27,6°C, un record di temperatura massima mensile di luglio. Nel Centro Italia, molte località registrarono temperature record, con Firenze e Arezzo che toccarono rispettivamente 42,6°C e 41,5°C. Anche nel Nord Italia, le temperature furono estremamente elevate, con Milano Malpensa che raggiunse 37°C e Bergamo Orio al Serio 39°C.
Questa ondata di caldo estremo fu preceduta dal fenomeno El Niño, che aveva determinato il riscaldamento delle acque superficiali degli oceani che bagnano le coste dell’America del sud. Tra i due eventi potrebbe esserci stata una correlazione, visto che simili condizioni si verificarono anche negli anni precedenti le estati del 1952, 1998, 2003 e 2015. (METEOGIORNALE.IT)
